Sicurezza
Regionali, le donne del Pd vivacizzano la corsa
Patrizia Bongiovanni rompe gli indugi, ma i renziani puntano su Anna Batini. I giovani democratici invece lanciano Alessandra Nardini: già raccolte le firme
PISA. Nel Partito democratico scendono in campo pesantemente le donne e la mappa delle candidature in vista delle prossime regionali si delinea, ma si complica anche (soprattutto per i possibili ticket, gli abbinamenti di genere). Dopo lo schieramento delle candidature maschili (Ivan Ferrucci, Antonio Mazzeo, Francesco Nocchi e Andrea Pieroni), anche lo scacchiere delle proposte femminili inizia a prendere forma.
A poche ore dalla candidatura avanzata dai Giovani Democratici di Alessandra Nardini, 27enne consigliere comunale a Capannoli (probabilmente la più giovane candidata in Toscana), che segue quella della civatiana Cristina Conti, rompe gli indugi anche Patrizia Bongiovanni, architetto e consigliere comunale a Palazzo Gambacorti dal 2008, che annuncia la scalata in Regione. «Ho deciso di candidarmi, senza ragionare sulle conseguenze di questa scelta, ma solo pensando alla passione che negli ultimi sette anni ho messo nel mio impegno politico a Pisa - scrive Bongiovanni -. Mi candido pensando al mio partito, il Pd, che sta vivendo in questo momento una grande opportunità di far uscire l’Italia dalla crisi. Mi candido con orgoglio, da donna che crede con fermezza di non essere solo una portatrice di voti per i candidati uomini».
Poi una conclusione che rompe gli schemi, quelli che vedevano un possibile, anzi probabile, ticket con Antonio Mazzeo. «Non ho liste già pronte o cene organizzate - scrive Bongiovanni -: per questo vi chiedo di starmi vicina e di credere con me in questa sfida». E qui il quadro si complica: i renziani infatti hanno deciso di puntare su Anna Batini, consigliera di amministrazione della Paim, una scelta trasversale sulla quale convergono anche gli alleati di Mazzeo, a cominciare dal gruppo che fa riferimento all’ex assessore Cerri.
Dunque la candidatura della Bongiovanni, ora a caccia di firme, deve trovare nello scacchiere una nuova collocazione, con un contributo di voti che prende altre strade. Ma le novità non sono finite: ci sarebbe una quinta candidata che si affaccia, una democratica della provincia che si collocherebbe a metà tra Ferrucci e Nocchi, ala cuperliana del partito. La corsa per un posto a Firenze si complica, i pronostici rischiano di cambiare, e parecchio.
Intanto Alessandra Nardini, in una conferenza stampa al Centro Poliedro di Pontedera, ha annunciato di aver raggiunto il numero necessario di firme. «La mia candidatura - spiega - nasce senza ticket con altri candidati e al di sopra delle correnti». Sottolinea poi «la volontà di dare un messaggio di fiducia e di unità, affinché prevalgano le idee alle logiche di corrente». Le priorità elencate da Alessandra Nardini sono «il diritto allo studio e il lavoro». Un altro tema su cui investire è l’ambiente, per cui «serve un progetto ambientesì con investimenti per la cura del paesaggio, azzerando la cementificazione e prevenendo il dissesto idrogeologico».
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