Sicurezza
Pensionati Confesercenti a confronto sulla sanità
Stamani si riuniscono duecento ex imprenditori nella Sala Gronchi a San Rossore Al centro del dibattito la riorganizzazione del sistema regionale di assistenza
PISA. La Fipac Toscana Nord, il sindacato dei pensionati di Confesercenti che ha riunito le province di Pisa, Lucca e Massa Carrara, festeggia il suo secondo anno di nascita a livello di area vasta. L'occasione per celebrare l'anniversario è oggi nel corso dell'ormai tradizionale festa a San Rossore con la giornata ippica tutta incentrata su premi intitolati a Confesercenti. Ma quest’anno l’appuntamento riveste una importanza ancora maggiore visto che a San Rossore saranno presenti i pensionati di tutta la Toscana per la prima festa regionale Fipac.
«Siamo davvero orgogliosi – spiega Franco Gronchi, presidente Fipac Toscana Nord – di aver organizzato la prima festa regionale dei pensionati Confesercenti. Sono previsti quasi 200 presenti e per questo abbiamo lasciato la tradizionale saletta dell’ippodromo per spostarci nella Sala Gronchi. Una giornata che vogliamo dedicare anche all’approfondimento, discutendo sulla riorganizzazione dei servizi socio-sanitari in Toscana».
Argomento che verrà illustrato dal segretario regionale Fipac, Piero Melandi, con interlocutore Andrea Leto, coordinatore di Area sistema socio sanitario dell’assessorato regionale alla Salute. «Dal 2012 è in atto una nuova organizzazione della sanità toscana – spiega Melandri -. Un ambizioso, necessario e condiviso programma per fornire migliori servizi con minori spese, che non è però ancora pienamente avvertito dalla popolazione».
Melandri nel suo intervento metterà in evidenza le perplessità di anziani e pensionati proprio sul progetto di riassetto. Ma con una premessa. «Le nostre sono osservazioni costruttive – aggiunge – partendo da un dato di fatto: nel suo insieme, il Servizio sanitario toscano è all’avanguardia nel panorama italiano. La Toscana risulta la regione con la più bassa percentuale di indicatori negativi (9%) e tra quelle con la più alta percentuale di indicatori migliori rispetto alla media nazionale. Non solo, anche sulla fornitura di tutti i livelli essenziali di cura previsti obbligatoriamente ai cittadini, la nostra regione è passata dal secondo posto del 2013 al primo del 2014 davanti a Emilia e Veneto. Tutto questo con i bilanci di tutte le Asl in pareggio e certificati».
«Ma questo non toglie che qualcosa vada rivisto – sottolinea il segretario regionale Fipac -. Abbiamo infatti dubbi, ad esempio, sulla proposta di legge già all’esame del consiglio regionale, che, riducendo le Asl da 12 a sole 3, dovrebbe implicare una pari riduzione della pianificazione territoriale; mettendo a rischio le articolate realtà e necessità del territorio. Pur sapendo che i tagli al finanziamento regionale da parte dello Stato obbligano ad ulteriori razionalizzazioni – conclude Melandri - che, almeno in linea teorica, una programmazione con un orizzonte ancora più ampio può contribuire a combattere i doppioni e gli sprechi aiutando a trovare quel livello di produttività e competitività adeguata che solo una riorganizzazione profonda può darci, per dirla con il governatore Rossi. Resta comunque la preoccupazione di una forte attenuazione della partecipazione del territorio con i suoi cittadini a queste scelte».
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