Sicurezza
Il maltempo rovina il Capodanno pisano
Nessun raggio di sole in Duomo per l’ingresso anticipato nel 2016. La pioggia impedisce di battere il record delle duemila persone
MARCO BARABOTTI. Nessun raggio di sole sull'ovulo della mensola in pietra sopra il Pergamo di Giovanni Pisano in una cattedrale affollata da circa 1500 persone. L'hanno oscurato le fitte nuvole che non hanno concesso che il sole filtrasse nel punto magico e lo illuminasse. Ma ciò non ha impedito al sindaco (alle 12,20) di pronunciare la formula che proietta Pisa nel 2016, con 281 giorni di anticipo sul calendario ufficiale. La festa non ha raggiunto la partecipazione dell'anno scorso («La pioggia ha impedito di arrivare al record delle duemila persone del 2014», ha detto il dirigente alle manifestazioni storiche del Comune, Aiello). Tra la folla anche gli studenti delle scuole cittadine (molti meno dell'anno scorso). Presente anche una delegazione del Pisa calcio guidata dalla figlia del presidente Battini e composta dall'addetto stampa Silvestri e dai giocatori Pelagotti, Caponi, Arrighini e Adornato («Speriamo che la benedizione impartita da monsignor Egidio Crisman gli porti fortuna, dopo gli ultimi tonfi», ha detto Mario Cerrai, storica figura del Gioco del Ponte).
I pisani vollero legare l'inizio dell'anno civile - il calendario è rimasto in vigore fino al 1749, anno in cui venne abolito per decreto granducale - al giorno in cui la Chiesa ricorda l'incarnazione di Cristo. Per questo un altro momento centrale della festa è stato la solenne preghiera che si è svolta prima del fatidico scoccare del Capodanno Pisano. A leggerla è stato l'Arcidiacono del Capitolo dei Canonici della Primaziale del Duomo, monsignor Egidio Crisman. L'invocazione tra l'altro dice: "Guarda o Dio, benigno la nostra Pisa a te sono noti i suoi peccati e le sue virtù, le sua ricchezze e le sue miserie, i suoi gesti di bontà e le sue debolezze, ma la tua provvidenza è più grande dei nostri stessi abbandoni. Veglia sulle case e sulle famiglie, sui quartieri e sulle comunità, sui seggi e sulle cattedre, sulle scuole, sugli ospedali, sulle officine, sui cantieri e sulle molteplici espressioni dell'operosità quotidiana".
A questo momento ha fatto riscontro, poco dopo, sotto il Pergamo di Giovanni Pisano, la rituale formula scandita dal sindaco di Pisa Marco Filippeschi: «Alla maggiore gloria di Dio, invocando l'intercessione della Beata Vergine Maria e di San Ranieri nostro Patrono, salutiamo l'anno 2016».
La folla ha risposto con un applauso scrosciante e con il rullar dei tamburi e il suono delle chiarine e con lo sventolio delle tantissime bandiere pisane. In precedenza il lungo corteo storico aveva sfilato (con un leggero ritardo) in piazza dei Miracoli sotto una finissima pioggia tra la curiosità di alcune centinaia di turisti. Insieme ai figuranti del Gioco del Ponte, delle Repubbliche Marinare, della Compagnia dei balestrieri, degli sbandieratori e musici pisani e dell'Accademia dei Disuniti, c'erano anche rappresentanze di giochi e di cortei storici della provincia e oltre.
«L'anno prossimo a 30 anni dalla riscoperta del Capodanno Pisano - ha detto il "principe della pisanità" Francesco Capecchi - cerchiamo di organizzare una festa in pompa magna».
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