Sicurezza
Immobili: da Tasi e Imu un gettito di 43,6 milioni
La maggior parte delle entrate dovuta alle seconde case con aliquota più alta Metà di queste (quasi 30.000 su oltre 56.000) sono di proprietari non pisani
PISA. In prima pagina, sul Sole 24 Ore, per le entrate da Imu e Tasi (ovvero le imposte sugli immobili). Pisa quinta in Italia: 43,6 milioni di euro e, soprattutto, 499,3 euro a residente. L’assessore al bilancio Andrea Serfogli invita però ad approfondire il quadro che emerge: «Nel nostro comune si registrano maggiori entrate perché ci sono molte seconde case su cui si applicano le aliquote più alte». E aggiunge: «E proprio perché ci sono tantissime seconde case - aggiunge - per avere una reale percezione del peso fiscale pro capite, la somma totale dovrebbe essere divisa non solo per il numero dei pisani». Cifre alla mano, si nota infatti che quasi la metà di queste seconde case sono di proprietari non residenti nel comune.
Altra considerazione immediata: al primo posto della classifica si trova Padova, a seguire Siena, Milano e Roma, prima di Pisa. Tutti comuni turistici e studenteschi. Ma ecco i dati: su 106.066 immobili nel territorio comunale, 56.722 sono abitazioni, i restanti 49.344 sono negozi, capannoni, hotel a altro. Su 56.722 case, 27.007 sono prime case, le altre 29.715 sono seconde case. Su 43,6 milioni di euro di introiti totali, circa 9, 6 milioni (meno di un quarto) arrivano dalle prime case, gli altri 34 milioni da seconde case, capannoni, negozi, hotel e altri immobili.
L’assessore difende l’equità fiscale: «A Pisa chi ha meno paga meno, chi ha di più paga di più. Per questo abbiamo introdotto una serie di detrazioni per la prima casa: su 27.000 famiglie proprietarie di prima casa, ben 21.000 beneficiano di detrazioni o esenzioni. Per questo è fuorviante il dato di 500 euro per abitante: ci sono 10.000 famiglie a Pisa che per la prima casa pagano meno di 200 euro l’anno. Mentre paga di più chi ha più case».
«Inoltre c’è da considerare un altro aspetto positivo - continua l’assessore - ovvero che la posizione alta della classifica è dovuta anche alla bassa evasione fiscale: infatti il dato è su quanto è stato versato e non su quanto è dovuto».
Dall’inchiesta del Sole 24 Ore esce anche, a livello nazionale, una maggiore tassazione sulla prima casa. «La media italiana, nel passaggio da Imu a Tasi, vede un aumento dell’imposta del 15% - conclude Serfogli . Ma a Pisa non c’è stato alcun aumento».
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