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Il Comune chiede aiuto alla Procura

Il Comune chiede aiuto alla Procura

L’assessore Chiofalo: «Valutiamo se fare un esposto. L’imprevisto ci può stare, ma questa frequenza è sospetta»

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PISA. Un esposto alla Procura della Repubblica per chiarire quello che da mesi avviene tra il cento cottura e le tavole delle mense scolastiche.

Lo annuncia l’assessore alla Pubblica Istruzione, Marilù Chiofalo all’indomani dell’ennesimo episodio di “ospiti” indesiderati rinvenuti nei piatti preparati dalla Elior Ristorazione.

«Una sequenza di casi molto singolare» chiosa l’assessore.

«L’amministrazione, in considerazione della tipologia dei ritrovamenti e della frequenza (concentrata in alcuni casi in un periodo ristretto di tempo) sta valutando un esposto alla Procura della Repubblica» fa sapere Palazzo Gambacorti sottolineando i dubbi dovuti all’intensificarsi di casi capaci di alimentare il sospetto che oscilla dal sabotaggio all’emulazione. O anche il semplice dispetto.

«Alcuni episodi possono anche accadere – prosegue l’assessore – ma la concentrazione a cui assistiamo in questi mesi con tempi così ristretti non può non far pensare. Così come induce a diversi interrogativi la coincidenza dei casi con l’approssimarsi della scadenza dell’appalto della ditta previsto nel 2016».

Già nel 2011, con una scadenza simile, i corpi estranei avevano fatto la loro apparizione nelle pietanze.

«Al di là dell’esposto, sulla cui presentazione decideremo in giunta a breve– aggiunge l’amministratrice – abbiamo chiesto un rafforzamento dei controlli. Certi imprevisti possono anche succedere, ma le attenzioni non devono mai essere allentate. Siamo più che attenti all’applicazione del contratto di servizio».

Per Chiofalo genitori, alunni e corpo insegnante devono essere le sentinelle della qualità di quello che viene offerta nella mensa scolastica.

«Vorrei rassicurare l’utenza e le famiglie sul livello di eccellenza delle nostre mense – chiarisce l’assessore –. La raccomandazione che devono essere loro i primi controllori è ora più che mai valida. Voglio, però, sottolineare che l’esperienza della refezione scolastica a Pisa è stata raccontata e presa ad esempio anche all’estero (Svezia, ndr) con pubblicazioni pure su riviste internazionali. “Le buone pratiche” della nostra refezione non sono in discussione e per i loro contenuti, utilizzo di prodotti a km zero e processi partecipativi con i genitori, rappresentano un motivo di orgoglio nella qualità del servizio offerto all’utenza riconosciuto in Italia e all’estero».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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