Finanza
A 11 mesi aspetta sei ore prima della visita
La mamma: «Era caduto dal seggiolone e aveva battuto la testa. Al pronto soccorso qualcuno ha commesso degli errori»
PISA. Sei ore di attesa nella sala d’aspetto. Poi la visita del medico e le dimissioni dopo due ore. Esperienza pesante, ma sopportabile, anche se prodiga di malumori, per un paziente tipo che si presenta a Cisanello. Ma se chi resta su una sedia tutto quel tempo ha 11 mesi è lecito supporre che il tasso di insofferenza superi ogni soglia di tolleranza.
È successo a un bimbo di Pisa accompagnato dalla mamma al pronto soccorso dopo essere caduto dal seggiolone. Nel volo aveva anche battuto la testa. Alla fine gli hanno diagnosticato la frattura della clavicola destra.
Prima della diagnosi il tempo si è come fermato per la madre e il suo bambino protagonista dell’incidente domestico. Un limbo di 6 ore dal momento in cui è stata segnalata l’esigenza di intervento a quando il piccino è stato visitato. Nel frattempo c’è stata l’attesa.
«Mio figlio è caduto accidentalmente dal seggiolone verso le 11 e, dopo qualche ora, vedendo che continuava a piangere e a mostrare segni di dolore, decidiamo di portarlo al pronto soccorso – racconta la mamma (omettiamo il nome per tutelare il minore rimasto contuso nell’incidente) –. Sono le 15 quando facciamo l'accettazione al triage: ci viene assegnato un codice verde».
Nella cartella clinica viene indicato come problema principale un trauma cranico. Nella caduta ha urtato il fianco destro e la testa, sullo stesso lato. Tante lacrime, ma non ha mai perso conoscenza. Ha mangiato, senza rimettere. Il pianto, però, ha spinto i genitori a farlo visitare dai medici.
«Dall’arrivo passano quasi 6 lunghissime interminabili ore prima che qualcuno lo visiti, nonostante i numerosi solleciti fatti sia al triage che direttamente al pediatra di turno – prosegue la mamma –. Finalmente alle 20.44 entriamo nell'ambulatorio pediatrico dove, stupiti, i medici che avevano appena iniziato il turno serale, si chiedono come mai un bambino di 11 mesi che cade dal seggiolone, sbattendo anche la testa, non sia stato visitato prima».
Il passaggio successivo è la radiologia dove l’esame conferma la frattura della clavicola destra ed esclude, con l’ecografia addominale, emorragie interne.
«Fortunatamente l'eco è risultata negativa, altrimenti nelle 6 ore di attesa cosa sarebbe successo a mio figlio? si domanda la mamma –. A questo punto l'ortopedico effettua un bendaggio per stabilizzare la frattura. Torniamo poi in pediatria e, finalmente, alle 23.07 usciamo dal pronto soccorso, dopo ben 8 ore».
Il piccolo sta bene, ma resta l’amarezza della madre per un’attesa anomala per un piccino di 11 mesi che aveva battuto la testa.
«L'ospedale della nostra città si può definire una eccellenza? - domanda –. È veramente un ospedale all'avanguardia quando un bambino di 11 mesi aspetta 6 ore prima di essere visitato da un medico? La mia storia serva di esempio, e mi rivolgo anche al presidente Enrico Rossi, affinché le persone che lavorano in tali ambienti siano idonee a svolgere le loro mansioni perché obiettivamente, qualcuno ha commesso degli errori. Forse la persona che era al triage, forse il pediatra che non ha ascoltato i miei solleciti».
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