Sicurezza
Villetta occupata anche se il contratto è scaduto da mesi
Una famiglia era entrata per le vacanze e ci vive tuttora I proprietari (che hanno fatto denuncia) staccano le utenze
PISA. Una famiglia di sei persone vive dall’11 luglio 2014 in una villetta a San Piero a Grado senza pagare il canone d’affitto, né le spese per le bollette, a parte la somma di 1.500 euro per il primo mese e mezzo. I proprietari, eredi da poco della dimora, hanno denunciato la vicenda in procura, ma non riescono a mandare via i sei (maggiorenni), nonostante abbiano tentato ogni strada, persino il distacco delle utenze: gli eredi sono riusciti solo ad accumulare debiti a nome del padre defunto e a nome loro.
Tutto comincia l’estate scorsa quando Laura Beconcini (figlia dello scomparso Carlo e sorella di Alfredo e Rosario) affitta per una vacanza di 15 giorni la villetta di via Stefano Piazzini a Carlo Selmi, a sua moglie Iolanda Turini, ai suoi figli Marco, Romano e Carlotta e a Loretta Ganu, sposata col primo. Dopo due settimane la famiglia Selmi chiede di restare per un altro mese: la scrittura privata stipulata tra le parti, infatti, consentiva una proroga a patto che non si andasse oltre la fine del 2014 e che gli inquilini non usassero mansarda, taverna e garage. I Selmi non solo sfondano le porte interne (secondo la querela dei Beconcini) per accedere a quei locali, ma sbarrano la porta esterna del garage con tubi di metallo, per impedire l’accesso a chiunque.
Ancora, nella querela si legge che i Selmi hanno cambiato le serrature e non hanno consegnato copia delle chiavi ai proprietari; infine che hanno chiamato le forze dell’ordine ogni volta che i Beconcini hanno tentato di entrare nella villetta per svolgere lavori di manutenzione. Tanto che il 27 dicembre la polizia, dopo l’ennesima telefonata, ha denunciato i Selmi per procurato allarme. Al termine del mese e mezzo pattuito, i Selmi hanno smesso di pagare qualunque forma di contributo e a impedire l’accesso ai proprietari, mentre questi insistevano per intervenire sulle infiltrazioni d’acqua riscontrate.
Rosario Beconcini nella denuncia aggiunge di non aver più ricevuto la corrispondenza: in via Piazzini ha mantenuto la residenza e sa che amici gli hanno mandato lettere; ebbene, di queste non si ha nessuna notizia. Non basta: Carlo Beconcini, padre dei tre fratelli e proprietario iniziale della villetta, è morto l’11 marzo 2014 e i tre fratelli non avevano ancora completato le pratiche di cambio intestazione, gratuite in questi casi. Così fino al 26 novembre i Selmi hanno usato acqua, gas, luce, telefono e internet a spese del defunto, contribuendo alla fattura finale dei gestori dei servizi: si tratta di bollette di migliaia di euro.
Quel giorno, gli inquilini hanno effettuato una voltura a loro nome, dichiarando telefonicamente il consenso di Carlo Beconcini, che per le aziende energetiche non risultava ancora morto. Laura Beconcini ha rivolturato a nome suo le bollette, perché non avrebbe potuto chiedere il distacco dei servizi senza averne la titolarità. Ma i Selmi avrebbero telefonato a Enel Energia fingendo di essere la signora e chiedendo di annullare il distacco. Così sono arrivati altri migliaia di euro a nome di Laura.
Dopo varie lettere di avvocati, i querelanti scrivono che «in occasione di un sopralluogo dei carabinieri, i Selmi hanno esibito una scrittura privata fraudolentemente alterata rispetto a quella sottoscritta in originale, al fine di giustificare l’occupazione abusiva del garage, della mansarda e della taverna». I Beconcini hanno anche diffidato i distributori e i rivenditori dei servizi energetici: pertanto i Selmi da qualche giorno sono al freddo, al buio e senz’acqua. Ma sono sempre lì.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
