Il Tirreno

Pisa

Suicida a 15 anni, la psichiatra: «Non vanno colpevolizzate né la società né la famiglia»

La psichiatra Anna Romano commentare l’episodio del ragazzo che si è ucciso nel lungomonte pisano: «Probabilmente si sentiva in colpa, perché non si sentiva adeguato»

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PISA. «In questi casi è facile commettere molti errori: dire che se sei depresso ti ammazzi, cercare il rapporto causa - effetto (tipo, la ragazza mi ha lasciato quindi…) oppure colpevolizzare la società e la famiglia».

La psichiatra Anna Romano, nel commentare l’episodio del ragazzo suicida nel lungomonte, ci tiene a mettere in guardia dalle «stupidaggini che si dicono» in genere. Un particolare pensiero va proprio «ai genitori che devono gestire un lutto enorme».

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Dagli elementi emersi finora, si può pensare che la vittima «all’esterno non abbia fatto vedere la sofferenza e probabilmente avesse un disturbo dell’umore nello spettro bipolare». Una diagnosi sempre più frequente, «che si sta abbassando come soglia d’età solo perché un occhio esperto se ne accorge prima»; ma è una diagnosi che può descrivere anche «una banalissima normalità, dove si verificano piccole oscillazioni d’umore a cui si associa uno stato d’ansia». E questa situazione «attiva gesti aggressivi autodiretti», come quello che si è verificato ieri.

Il suicida dha mostrato «una commistione di stato maniacale e depressivo: il primo si intuisce dalla disinibizione motoria», cioè dalla modalità del gesto, che mostra una forte «premeditazione, non impulsività». Altri elementi conducono al secondo stato: «Probabilmente si sentiva in colpa, perché non si sentiva adeguato». Romano si chiede: «Perché non è venuto alla luce?». E ipotizza: «I pazienti psichiatrici hanno consapevolezza della malattia e, spesso, anche disturbi nel sonno e nell’appetito». In una situazione «spesso normalissima» tutto ciò non si vede.

Come prevenire? «Osservare il comportamento fin dalle scuole elementari: un comportamento distratto e iperattivo spesso è la spia di un disturbo che nel tempo evolve ed emerge. Ma ci vuole un occhio esperto per cogliere anche le più piccole anomalie». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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