Gioco
Scarica decine di estintori azienda costretta a ripulire
Le guardie dell’Ente Parco scoprono l’abbandono dei rifiuti in un bosco a Marina Scatta anche la denuncia penale. La ditta non potrà ottenere appalti pubblici
MARINA DI PISA. Una discarica con decine di estintori vuoti è stata scoperta dalle guardie dell’Ente Parco e il legale rappresentante della ditta proprietaria del materiale è stato denunciato per smaltimento abusivo.
L’episodio è avvenuto ai limiti del bosco di Marina nei pressi del campo nomadi di via della Bigattiera.
Dopo il rinvenimento dei rifiuti pericolosi, la vigilanza del Parco è risalita alla ditta responsabile dell’abbandono, che ha sede legale nel comune di Livorno: il comportamento del personale dell’azienda che ha scaricato abusivamente il materiale costituisce una forma illecita di smaltimento di rifiuti, peraltro aggravata, visto che il reato è stato commesso in un’area boscata protetta e in un sito d’importanza comunitaria.
«Solo dopo l’avvio delle indagini ed i primi interrogatori, la ditta proprietaria si è affrettata a denunciare il furto degli estintori, lasciando quindi ipotizzare che si trattasse di un maldestro tentativo di camuffare il reato commesso» spiegano dall’Ente presieduto da Fabrizio Manfredi.
L’abbandono di rifiuti all’interno del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, è punito sia sul piano amministrativo, con sanzione pecuniaria, sia sul piano penale, attraverso denuncia penale.
Alla ditta responsabile è stata inoltre recapitata un’ingiunzione affinché provvedesse a proprie spese al ripristino dell’area e allo smaltimento a norma di legge del materiale abbandonato: obbligo assolto nei giorni scorsi.
«Come ulteriore conseguenza per i fatti commessi, la ditta livornese si troverà inoltre nella condizione di non poter più ricevere appalti dalla pubblica amministrazione – aggiungono dal Parco –. Le misure a cui vanno incontro i trasgressori in situazioni di questo genere sono particolarmente pesanti ma tale durezza risulta indispensabile per contrastare un fenomeno, quello dell’abbandono dei rifiuti, sempre crescente e che colpisce il Parco in maniera sistematica».
Nonostante varie difficoltà, tra cui soprattutto la carenza di personale – anche se l’attività di vigilanza ambientale non viene svolta in via esclusiva, l’Ente Parco può disporre di appena dodici guardie su un totale di 24.000 ettari – e l’esistenza di altre priorità per le azioni di vigilanza, i controlli dell’Ente Parco proseguiranno comunque intensamente. Uno dei fronti è quello dei rifiuti che arrivano dal mare. Anticipano dall’Ente: «Su tale aspetto si sta infatti tentando di classificarli nel tentativo di scoprire situazioni illecite di smaltimento di rifiuti speciali (materiale medico/ospedaliero, scarti di calzaturifici e altro) che possono verificarsi nell’entroterra toscano e, tramite i fiumi, finire per trasformare le nostre spiagge in vere e proprie discariche».
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