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Pisa, la squadra affidata ad Amoroso

Christian Amoroso
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Christian Amoroso

Il direttore sportivo Tomei invita gli altri giocatori a non gettare la spugna e a scendere in campo «comportandosi da uomini»

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PISA. Non c'è pace in casa Pisa e non può essere altrimenti dopo le ultime tre gare senza punti. Ieri si è dimesso anche Giuseppe Pillon che aveva sostituito Piero Braglia sulla panchina nerazzurra appena sette giorni fa. Due gare con San Marino e Lucchese e zero punti in una delle avventure in panchina più brevi (se non la più breve) della storia nerazzurra. Nelle ultime otto giornate la squadra sarà affidata quasi certamente a Christian Amoroso allenatore della Berretti nerazzurra.
Esclusa dunque l'ipotesi di un ritorno di Piero Braglia che, da noi contattato in serata, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna telefonata da Pisa ed era all'oscuro delle dimissioni di Giuseppe Pillon.

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IL COMUNICATO. Questo il comunicato del Pisa 1909 emesso poco prima delle 17, appena dopo le dimissioni dell’allenatore Bepi Pillon: «Il tecnico signor Giuseppe Pillon, preso atto dell’impossibilità di proseguire nel progetto sposato al momento della sottoscrizione del contratto con l’A.C. Pisa 1909 ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. La società A.C. Pisa 1909, nel sottolineare la totale estraneità del tecnico Pillon e del suo staff alla attuale crisi di risultati, ha deciso a malincuore di accettare le dimissioni. A Giuseppe Pillon vanno i più sentiti ringraziamenti per la pur breve opera svolta e per i valori umani dimostrati in uno dei momenti più difficili attraversati dalla società negli ultimi anni».

Al saluto a Pillon è seguito un altro comunicato: «A seguito della prolungata crisi tecnica e di risultati della squadra - esordisce la nota del club - il Pisa 1909 ha riunito in data odierna i propri vertici per valutare le soluzioni necessarie per proseguire nel migliore dei modi la stagione ancora in corso».
E sin qui tutto chiaro. «La società - continua il comunicato - prendendo atto delle difficoltà createsi, ha indicato allo staff tecnico alcune direttive gestionali da intraprendere fin dalla ripresa degli allenamenti in vista della prossima sfida contro il Prato e soprattutto nell’ottica della programmazione della prossima stagione».

MORRONE VA VIA. Questo punto è il più ingarbugliato. Già dalla giornata di lunedì erano trapelate indiscrezioni su possibili rescissioni da parte di alcuni dei tesserati. Ieri alla ripresa degli allenamenti alla 46esima Brigata Aerea l'unico assente era Stefano Morrone. Il giocatore, si è saputo in serata, ha fatto recapitare una lettera dell’avvocato dell’Associazione calciatori all'Ac Pisa 1909, sentendosi fortemente minacciato.
Restando alla seduta di ieri, il resto del gruppo ha invece partecipato regolarmente alla seduta di ieri diretta da Amoroso e dallo staff tecnico del settore giovanile assieme al preparatore atletico Franco Ferrini. Non erano presenti Rozzio, Di Cuonzo e Finocchio che proseguono il loro programma di recupero. Lavoro differenziato per Filippo Costa. Neanche Rachid Arma si e' allenato effettuando terapie anche se le sue condizioni non destano preoccupazioni.

PARLA TOMEI. Il Ds Pietro Tomei spiega alla trasmissione EccoC1 ieri sera su Punto Radio l'ennesima convulsa giornata in casa nerazzurra: «Pillon è una persona per bene e io l'ho preso per questo motivo. È stato otto giorni qua e si è reso conto che non poteva fare più di tanto con un gruppo di un certo tipo. Non sentendosi sicuro di poter lottare fino all'ultimo minuto per qualcosa, ha preferito andarsene».
Poi spiega: «Morrone ha chiesto di rescindere il contratto tramite un legale dell'Aic perché secondo lui non è stato messo in condizioni dalla società di svolgere la sua attività professionale. Morrone mi è sembrato un po' Schettino da capitano. Dieci, undici giocatori hanno chiesto di andarsene, ma io ho cercato di convincerli a rimanere. Gli uomini devono fare gli uomini e gli uomini non scappano e io credo di aver fatto bene a convincerli a restare. A livello economico non ho fatto l'interesse della società ma non ho voluto che l'AIC ficcasse il naso nelle nostre cose».

Sui play-off dice: «Ci vorrebbe Gesù per conquistarli, è inutile stare a fare tanti discorsi».
E sulla questione allenatore: «Non è ancora certo, ma nelle prossime ore regolarizzeremo la posizione di Christian Amoroso, che al 90 per cento traghetterà da qui alla fine la squadra».

 

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