Il Tirreno

Pisa

il commento

Ora la squadra non ha più parafulmini

di Francesco Loi
I nerazzurri all'attacco
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I nerazzurri all'attacco

Per tutto l’ambiente ora la domanda di fondo è: credere o non credere più nei playoff?

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PISA. Tra mille incertezze, una certezza. Ora - dopo la sequenza di sconfitte, dopo la contestazione dei tifosi, dopo le dimissioni di Pillon e lo “strappo” di Morrone - tutto è alla luce del sole. Sono venute a galla le debolezze insite nel gruppo squadra per come è stato costruito in estate, pensando più al livello tecnico dei giocatori anziché alle caratteristiche da leader almeno in qualcuno.

Laddove prima Braglia e poi per pochi giorni Pillon non sono riusciti, sarà chiamato a fare un tentativo Christian Amoroso. Sempre abbastanza fresco come ex giocatore, con la voglia di fare il mestiere di allenatore da grande, Amoroso ha dalla sua un vantaggio: personalmente non ha niente da perdere o, se preferite, tutto da guadagnare. Il compito che, già da dipendente dell’Ac Pisa, gli viene assegnato è quello di cercare la grande impresa.

Per tutto l’ambiente ora la domanda di fondo è: credere o non credere più nei playoff? Risposta difficile. La società non molla (e non potrebbe essere altrimenti) abbassando i prezzi dei biglietti per la partita con il Prato. I giocatori, dal canto loro, sono dei professionisti, hanno giustamente accettato (con l’eccezione di Morrone) di andare avanti onorando maglia e stipendio. Resta da chiedersi: ha ancora questa squadra, questo spogliatoio le energie (nervose prima che atletiche) per reagire nel modo migliore? E’ chiaro che, per come si è messa la situazione, a questo gruppo di giocatori viene chiesto di fare quello che finora non è riuscito a dimostrare, se non a sprazzi.

Sulla carta, mezzi tecnici e spazi (di classifica e calendario: il recupero con la Reggiana) per una svolta ci sarebbero tutti. Ma non sarebbe giusto addossare un compito troppo grande al solo Amoroso, che pure ci potrà mettere tutta la carica possibile. E qui potrebbe esserci un’interessante chiave di volta: infatti, per la prima volta, non ci sarà alcun parafulmine per la squadra. Non si potrà dire che è colpa di Vitale (che ha avuto le sue responsabilità), di Braglia (stesso discorso) oppure di Pillon (zero responsabilità).

I gruppi della Nord fanno un appello a tutti i tifosi perché un’Arena ribollente di passione sportiva possa fare la differenza venerdì nel derby con il Prato. A proposito di certezze, una è che il pubblico non chiederà e non pretenderà spettacolo dopo tutto quanto è successo. Ma vorrà vedere, questo sì, una squadra che in campo dà tutto al netto di un organico ridotto tra squalifiche e infortuni. Il raggiungimento dei playoff corrisponde ora a un miracolo sportivo. Qualche volta accadono.
 

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