Il dolore
L’actigrafo per controllarci quando dormiamo (poco)
Enrica Bonanni, del centro di riferimento regionale, parla del percorso del sonno Telecamere, computer e sensori sono in grado di monitorare i pazienti di continuo
PISA. Lo hanno già ribattezzato come l’orologio del sonno. Si applica al polso. È costituito da due parti essenziali: un sensore di movimento e una memoria-dati che registra il numero di movimenti. La registrazione può durare talvolta oltre una settimana. Poi l’actigrafo (questo il nome) viene collegato a un computer per visualizzare i risultati. Insieme a un diario clinico redatto dal paziente, è molto utile per la diagnosi dei disturbi del ritmo sonno-veglia. È soltanto uno degli strumenti del “Percorso del Sonno” che s’effettua presso il centro regionale, diretto da Enrica Bonanni, presso la Clinica Neurologica diretta da Ubaldo Bonuccelli, all’Azienda Ospedaliera Universitaria. «Il sonno – spiega Bonanni - è una funzione fondamentale cui si dedica circa un terzo della propria vita e dalla quale dipende il benessere notturno e l’efficienza diurna. Durante il sonno e la veglia, l’organismo può presentare dei disturbi di malattie che alterano la struttura stessa e spesso sono sottovalutati o sconosciuti dal paziente. La nostra attività è in aumento, segno che qualcosa sta cambiando – precisa – e al contempo cresce il numero dei pazienti che vedono in noi un punto di riferimento. All’ambulatorio accedono soggetti indirizzati dal proprio medico curante o da altri medici specialisti Se sono sufficienti le informazioni riferite dal paziente e derivanti dall’analisi clinica e se il disturbo necessita di una terapia gestibile in ambulatorio, il paziente termina il suo percorso diagnostico e può ricontattare il Centro per eventuali controlli periodici od ulteriore chiarimento. Qualora si rilevasse la necessità di effettuare ulteriori accertamenti o specifiche terapie – così prosegue - il paziente verrà indirizzato al Laboratorio del sonno od al reparto per il ricovero. Il centro di medicina del sonno dispone di apparecchiature per monitorare i disturbi in laboratorio od a casa, grazie a strumentazioni portatili. La principale tecnica – sono sue parole - è la polisonnografia che consente il monitoraggio continuo e la registrazione di più parametri biologici: una stanza da letto, confortevole e insonorizzata, opportunamente attrezzata. Nella parete di fronte al letto è sistemata una telecamera con obiettivo a raggi infrarossi per riprendere il paziente anche in condizioni di scarsa luminosità. Attigua c’è la camera di registrazione, dove sono sistemati il poligrafo, il teleschermo per osservare direttamente, il sistema audiovisivo per registrare il tracciato poligrafico e il paziente. Rispetto alla registrazione in laboratorio – aggiunge Bonanni - la poligrafia dinamica ha invece il vantaggio di valutare il paziente a casa propria oppure in ricovero senza obbligare a restare a letto. Il controllo dura 24 ore o più, permettendo, ad esempio, di rilevare eventuali episodi di sonnolenza diurna. Negli ultimi anni si sono realizzati diversi strumenti portatili per la diagnosi della sindrome delle apnee morfeiche. Diversi studi – conclude - hanno dimostrato come tali strumenti abbiano un alto grado di sensibilità e specificità, rispetto alla classica poligrafia in laboratorio. Consentono il monitoraggio del russamento, attraverso un piccolo microfono posizionato sul collo; della saturazione di ossigeno, mediante una sonda posta su un dito; della frequenza cardiaca, grazie ad elettrodi posti sul torace, della posizione corporea, con un sensore posto al di sotto dello sterno».
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