Sicurezza
Edilizia, compravendite ok ma occupazione in discesa
Mercato vivace per residenziale e capannoni, invece il commerciale cala ancora I fatturati diminuiscono quasi del 5 per cento e gli investimenti restano al palo
PISA. La ripresa, o ripresina, del mercato immobiliare aiuta l’edilizia. Piano piano l’invenduto trova acquirenti. Ma per creare un vero, nuovo mercato è ancora presto. Tanto che fatturato e occupazione arretrano. E’ l’istantanea tra (poche) luci e (tante) ombre del settore delle costruzioni - uno dei motori dell’economia provinciale - come emerge dall’analisi dell’ufficio studi della Camera di Commercio (primi sei mesi del 2014).
Ok abitazioni e capannoni. L’inasprimento della pressione fiscale sulla casa dopo l’introduzione della Tasi sembra non aver avuto particolari effetti sulle contrattazioni: la provincia di Pisa, con un +5,1%, supera addirittura il dato nazionale (+3,6%). Nel residenziale, sono riprese le contrattazioni delle piccole (+5,3%) e delle medie unità (+11,7%), mentre arretrano le “taglie” più piccole come i monolocali (-11,5%), ma anche le medio-piccole abitazioni (-2,1%). All’interno del non residenziale, Pisa mostra un rimbalzo nella categoria capannoni-industrie (+26,9%), mentre negli altri comparti si segnano flessioni anche rilevanti: -22,1% gli uffici e -27,6% il commerciale. Pesano senz’altro su questo risultato le flessioni registrate dai prezzi di vendita. Si tratta, fanno notare dall’ufficio studi, di «un segno eloquente di come la situazione non si sia ancora completamente ristabilita».
Giù fatturato e occupazione. Nonostante il ritorno alla crescita delle vendite, le imprese edili pisane lasciano sul terreno, nel primo semestre del 2014, il 4,6% del fatturato e il 4,9% delle ore lavorate. In questa situazione però, sottolinea la Camera di Commercio, le diverse lavorazioni non sono tutte sullo stesso piano. Tra queste, l’unica che evidenzia una (seppur piccola) quota di aumento dell'attività è quella relativa alle manutenzioni e al recupero edilizio. Male anche la dinamica occupazionale che, nel primo semestre 2014, risulta inferiore del 3,7% rispetto al medesimo periodo del 2013 posizionandosi poco sopra le 11.000 unità.
La fase ciclica penalizza però solo i dipendenti (-7,3%), mentre gli indipendenti rimangono tutto sommato stabili. I dati sulla cassa integrazione guadagni confermano lo stato di crisi del comparto: sono oltre un milione le ore autorizzate di cig, il livello più alto degli ultimi dieci anni.
Aziende quasi ferme. Anche il numero di aziende, a fine 2014, scende di un ulteriore 0,5% portandosi a quota 6.580 unità (erano 6.620 a fine 2013). Tra queste, ad arretrare di più sono le artigiane che, con un -1,8%, scendono a quota 4.275 unità dalle 4.355 di fine 2013.
Investimenti e credito al palo. Considerando la debolezza della domanda, non stupisce rilevare come la quota di imprese che dichiarano di aver effettuato spese per investimenti sia ridotta al lumicino. Nei primi sei mesi del 2014 appena 4,7 imprese edili pisane su cento hanno effettuato investimenti: il 4,3% per un valore inferiore ai 10.000 euro e solo lo 0,4% è andato oltre questa (bassissima) soglia. La mancanza di investimenti e la crisi dell’attività produttiva portano, nel primo semestre del 2014, solo 3 imprese edili pisane su 100 a rivolgersi agli istituti di credito.
Questi dati trovano conferma in quelli forniti dalla Banca d’Italia e relativi a fine settembre 2014: lo stock di prestiti alle imprese pisane delle costruzioni risulta dell’1% inferiore rispetto al medesimo periodo del 2013. Il tasso di decadimento, indice della scarsa qualità del credito, pur in netto ridimensionamento (8,3% a fine settembre 2014), si posiziona su livelli nettamente superiori rispetto al passato e al resto del sistema imprenditoriale pisano (4,9%).
Pochi lavori pubblici. I rapporti del comparto delle costruzioni pisane con la pubblica amministrazione risultano «poco diffusi e rari», secondo lo studio della Camera di Commercio. Gli enti pubblici sono alle prese i vincoli di spesa (patto di stabilità) e così tagliano prevalentemente gli investimenti: nel primo semestre 2014 l’80% delle imprese pisane del settore edile non intrattiene rapporti con enti pubblici. A fronte di un 17% di imprese edili che non registra ritardi nei pagamenti, un altro 2% dichiara invece di essere ancora afflitto da questo problema.
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