Sicurezza
Dalla Valdinievole a Pisa per mettere una firma
PISA. Un impiccio burocratico che si somma al dolore per la morte di un familiare. E l’obbligo di legge si trasforma in un disagio gratuito. Succede all’obitorio quando i parenti del defunto devono...
PISA. Un impiccio burocratico che si somma al dolore per la morte di un familiare. E l’obbligo di legge si trasforma in un disagio gratuito.
Succede all’obitorio quando i parenti del defunto devono decidere a quale impresa funebre affidarsi per l’ultimo saluto al caro estinto. Si chiama delega il laccio che tiene legati i familiari alle procedure che seguono la morte del paziente e precedono i funerali.
Una prassi che la Federazione del Comparto Funerario Italiano torna a denunciare. «Non vogliamo che i parenti siano costretti obbligatoriamente a recarsi di persona in obitorio per scegliere l'impresa funebre» spiega la presidente regionale, Katia Catassi.
Dopo la precedente protesta dell’associazione all’esterno dell’obitorio la direzione sanitaria aveva fatto affiggere un avviso dove si legge tra l’altro: “Da nessuno e per nessuno motivo possono essere richieste prestazioni e proposti o forniti servizi funebri a pagamento nei locali dell’obitorio o all’interno del perimetro nosomiale».
«A nostro parere, ma anche secondo il parere del privato cittadino che lo legge, questo avviso sottintende e quasi allude a qualcosa – aggiunge Catassi –. Mi sentirei offesa se fossi uno degli operatori dell'obitorio, i quali, hanno più volte manifestato la piena approvazione nell'eliminare la delega dell'ospedale. Non solo sono obbligati a consegnarla ai familiari, ma devono anche farla firmare davanti a loro, aggiungendo fotocopia di un documento di identità. Tutto questo per rispettare l'ordine della direzione sanitaria». Gli addetti dell'obitorio sostengono di essersi trovati spesso in situazioni imbarazzanti con i parenti del defunto.
«Sarebbe tutto più trasparente e regolare se venissero qui con i documenti già firmati nell'agenzia funebre come già avviene in molti ospedali della Toscana» commenta uno di loro. Catassi cita un episodio che dà il senso di quanto farraginosa, a suo dire, sia la procedura imposta tra Cisanello e Santa Chiara di pretendere la firma della delega del parente davanti al personale dell’obitorio anziché farlo nella sede dell’agenzia che poi pensa a tutto il resto.
Un pensionato della Valdinievole che ha perso la moglie il 16 marzo. Aveva incaricato, con delega e documento d'identità, l'impresa funebre Romualdi Andrea di Massa Cozzile. «Quando gli addetti dell'impresa si sono presentati in obitorio a Cisanello con la delega rilasciata dal vedovo, si sono sentiti negare i documenti del defunto e la possibilità di vestire ed esporre la salma – denuncia la presidente della federazione –. Motivo: il marito della defunta doveva andare personalmente in obitorio a firmare la delega per l'impresa funebre. Ma il pensionato ha il femore rotto e non può muoversi». E così l’agenzia funebre comunica al cliente l’obbligo della presenza fisica a Pisa per poter celebrare i funerali della moglie. Lo accompagnano a Cisanello dove arriva con il deambulatore solo per apporre una semplice firma. La presidente Catassi ha parlato e scritto più volte alla direzione sanitaria «affinché si arrivasse alla eliminazione della delega, usata in modo improprio, ma nonostante la buona volontà non si è arrivati a risolvere la questione». E così i parenti dei defunti, anche di fuori provincia, devono presentarsi a Pisa per firmare un foglio.(p.b.)
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