Il Tirreno

Pisa

Stella Maris, sono a rischio anche i finanziamenti

di Gianluca Campanella

Ricorso al Tar ostacola il progettato trasferimento dell’ospedale al parco urbano Nel frattempo spunta una norma che può portare alla riduzione dei fondi

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PISA. La Fondazione Stella Maris conferma sia la «prudenza» usata finora nella vicenda del trasferimento del suo ospedale da Calambrone al parco urbano di Cisanello, sia l’interesse per questo progetto. Ma rilancia mostrando un nuovo ostacolo che non era ancora emerso: una norma nazionale in base a cui la Regione potrebbe ridurre i finanziamenti. È il direttore generale di Stella Maris, Roberto Cutajar, a commentare l’articolo uscito sabato. In quell’occasione abbiamo spiegato che già nel 2014 Stella Maris avrebbe dovuto presentare il progetto e far partire i lavori; ma che a causa di un ricorso al Tar di Grandi lavori Fincosit spa, i privati proprietari di uno spicchio del parco, la Fondazione ha scelto di aspettare certezze e non ha ancora acquistato dalla Provincia il terreno per il nuovo nosocomio: dei cinque ettari di parco, Stella Maris prenderebbe poco più della metà, cioè 27.840 metri quadri (con una superficie edificabile massima di 11.741).

Ora Cutajar spiega: «Non abbiamo ancora presentato il progetto per un elementare senso di serietà e prudenza. Il relativo bando per la selezione del progettista è giacente sul mio tavolo da mesi». E poi descrive i rapporti con i vari attori coinvolti: «Con la proprietà della Provincia non c’è alcun problema. Con i privati sono in corso trattative, i cui primi presupposti sono senz’altro positivi, nel brevissimo tempo. Per quanto riguarda la causa al Tar, abbiamo la parola del Comune che in ogni caso non verranno ridotti i metri quadri di edificabilità e quelli della superficie fondiaria».

Messa così non sembra che si siano problemi. Eppure tutto è fermo. Il direttore prosegue: «L’ombra sulla vicenda potrebbe essere un orientamento della Regione (sulla base di una norma nazionale), di cui abbiamo recentemente appreso, a ridurre alcuni finanziamenti per l’assistenza ospedaliera ai nostri bambini. Ma dalle prime interlocuzioni abbiamo avuto la rassicurazione di una risoluzione positiva a breve della questione. Anche perché i bambini che assistiamo vengono da tutta Italia».

Insomma, la «costruzione del nuovo ospedale è una scelta importante per il futuro. Grazie alla qualità e all’eccellenza delle nostre cure, purtroppo, le nostre liste di attesa sono attualmente alla primavera del 2016. Uno scandalo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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