Indagine sulla gestione dei fondi ai consorzi fidi
Iniziativa della Camera di commercio dopo una segnalazione sull’uso dei soldi Il segretario generale Martelli: «In caso di irregolarità revocheremo i contributi»
PISA. Una ricognizione sulla gestione dei fondi erogati ai consorzi fidi dalla Camera di commercio è in corso da parte dell’ente di piazza Vittorio Emanuele II.
Un’iniziativa di routine che è stata anticipata dopo l’invio di una lettera anonima - spedita anche a Procura, carabinieri e Guardia di finanza - e che entro la fine del mese di aprile, in occasione del consiglio camerale, verrà tradotta con una relazione nella quale verrà portato alla luce ciò che sarà emerso durante gli accertamenti.
«Uso improprio dei soldi». Nella missiva si fa riferimento a un presunto utilizzo improprio da parte dei consorzi dei soldi «destinati ai contributi in conto interessi e alle garanzie per le imprese erogati dalla Camera di commercio».
Sono cinque i consorzi che hanno rapporti, come intermediari, con l’ente camerale attraverso il bando attraverso il quale vengono messe a disposizione risorse per le aziende. Due rappresentano Confesercenti e Confcommercio, uno l’Unione Industriale, uno gli artigiani e un altro ancora gli agricoltori.
Accertamenti ordinari. «Stiamo svolgendo i controlli che facciano periodicamente – spiega Cristina Martelli, segretario generale della Camera di commercio –. La lettera li ha solo anticipati di qualche mese».
In parallelo anche Confesercenti ha depositato una richiesta di chiarimento sui conti dei consorzi, su uno dei quali a bilancio compare una giacenza di 592.000 euro.
Prosegue la dirigente camerale: «Il disciplinare che gestisce questi rapporti non fissa termini precisi e puntuali. Se eroghiamo i fondi entro il 30 dicembre è possibile tenerli in bilancio e sono correttamente visibili. Di per sé l’importo citato non è particolarmente strano, né illegittimo. Intanto, è un dato esposto. Può essere che siano soldi riferiti all’anno precedente e non ancora erogati e, magari, ci sia una parte trasferita dalla Camera al consorzio a fine anno che, quindi, viene inserita tutta in bilancio».
Irregolarità e provvedimenti. Nel caso in cui venissero accertate irregolarità contabili, l’ente camerale procederebbe alla revoca del contributo e alla richiesta di restituzione delle risorse.
Se le imprese rendicontano meno di quello che hanno chiesto o, nel frattempo, cessano, i soldi devono tornare alla Camera di commercio.
Verifiche periodiche. L’attività di sostegno al credito tramite Confidi è oggetto di rilevazioni di gradimento periodiche, «in occasione dell'indagine di custode satisfaction condotta da Unioncamere Toscana e dell'Osservatorio sul Credito» si legge nel verbale della giunta camerale che prosegue: «In entrambi i casi non sono state rilevate criticità». Per la Camera di commercio l'occasione della segnalazione (anche se anonima) «ci fornisce lo spunto per svolgere una revisione completa, procedimentale, di custode satisfaction e di impatto, volta a verificare - nello specifico - oltre alla regolarità amministrativo-contabile ed i sistemi di prevenzione dei rischi di corruzione, il gradimento in termini di puntualità, servizio, trasparenza del ruolo svolto dai Confidi e la percezione dell'immagine della Camera». L'esito di questa indagine verrà riportato alla giunta nel giro di un mese «al fine di una valutazione complessiva di una misura che fino ad oggi ha rappresentato la prima, o una delle più significative, misure di intervento dell’ente».
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