Il Tirreno

Pisa

In esubero 20 medici: saranno sostituiti dagli universitari

Carlo Venturini
L'ospedale di Cisanello
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L'ospedale di Cisanello

Il sindacato Anaao accusa la Regione e l’assessore: «Il rettore conterà sempre di più, il sindaco sempre meno»

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PISA. Venti medici ospedalieri dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup) sono forzatamente dichiarati in “esubero” a causa della riforma del sistema sanitario regionale. «Ma cosa ancor più grave è che con una convenzione tra Aoup e Università si prevede quasi a contrappasso, il reclutamento di 20 docenti universitari, di cui 15 pagati per 15 anni non dall’ateneo ma dalla stessa Aoup, con una spesa complessiva stimata in 9 milioni di euro».
A denunciare questo sbilanciamento a tutto favore degli universitari è il sindacato dei medici ospedalieri Anaao. Lo stesso sindacato avrebbe voluto rivolgere alcune domande all’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni durante il convegno organizzato dai Riformisti per Pisa sul tema della riforma sanitaria. Ma l’assessore non si è presentato. «La cosa che lascia sbalorditi – dice Gerardo Anastasio dell’Anaao – è che sui medici ospedalieri la scure della riforma sanitaria regionale si abbatte mandandone a casa 20, senza alcuna possibilità di sostituzione per almeno 2 anni, mentre con l’ennesima convenzione si procede a reclutare venti professori associati universitari non per insegnare e fare ricerca, ma per sostituire gli ospedalieri nell’attività assistenziale».

L’Anaao fa presente infatti, che gli accademici dovrebbero fare docenza, esami, ricerca e poi forse per il 30% del loro tempo lavorativo dedicarsi all’assistenza, mentre il medico ospedaliero ha per legge come compito principale quello di dedicarsi alla cura dei malati. Secondo l’Anaao questo è l’ennesimo “inchino riverenziale” che l’Aoup è costretta a fare alla Regione ed all’Università, «evidentemente la Regione, dopo che il presidente ha dichiarato di voler sostituire gli infermieri con gli Oss, adesso sostituisce i medici ospedalieri con gli universitari», dice Anastasio.
Va ricordato inoltre che sempre grazie ad una convenzione tra Ateneo e Aoup, su mandato della Regione, sono stati creati i Dipint, strutture burocratiche universitarie che ogni anno costano solo a Pisa, 8 milioni di euro, soldi che passano dalla Aoup per poi arrivare all’Ateneo. E come successo con il Dipint, il giochino delle convenzioni riguarda sia le università di Firenze che Siena. «Se continuiamo così – dice il sindacalista – va a finire che molto presto saranno i rettori a decidere le strategie in campo di assistenza sanitaria, con buona pace dei sindaci e dei territori». L’Ateneo ha annunciato l’assunzione di centinaia di persone, tra cui una ottantina di docenti tra ordinari e di ruolo. «Una bella infornata non c’è che dire – spiega Anastasio – con una spesa prevista di 15 milioni di euro, ed allora perché l’università non si paga anche i docenti che vengono arruolati con la convenzione siglata dall’Aoup invece di lasciarli a carico del servizio sanitario regionale e quindi alle tasche di tutti noi cittadini toscani?».

La domanda sarebbe dovuta essere rivolta a Marroni in un convegno organizzato per il 18 marzo, ma l’assessore non è mai arrivato. «Peccato, conclude il sindacalista, per noi operatori ma soprattutto per i cittadini pisani: è stata persa un’altra occasione di confronto, cosa che è sempre negativa».
 

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