Sicurezza
Cantieri, i lavoratori all’attacco
Dipendenti e Cgil: «Comune e Navicelli troppo attendisti, il liquidatore sta perdendo tempo»
PISA. «Potremmo iniziare a lavorare domani, ma siamo ostaggio del liquidatore Galantini, di un concordato non rispettato e il 31 maggio ci scade la cassa integrazione in deroga». Lo dicono i lavoratori dei Cantieri di Pisa rappresentati dalla Cgil. Secondo il sindacato, i 39 addetti dello storico marchio della nautica pisana potrebbero iniziare a lavorare subito grazie all’interessamento di acquisto da parte della Pisa Superyachts. I lavoratori aprono gli hangar del cantiere e mostrano due yacht di oltre 30 metri sulle impalcature. Sono imbarcazioni del valore di circa sei milioni di euro e sono ad un livello avanzato di allestimento.
Gianfranco Francese, segretario della Cgil, chiede all’assessore Giuseppe Forte, ma anche alla stessa Navicelli Spa, di «rettificare parole e posizioni» sul fatto che ciò che conta sia il rispetto delle procedure concordatarie e degli accordi sulle concessioni demaniali che la Navicelli ha concesso ad Antonio Sostegni, legale rappresentante della “Cantieri di Pisa di Porta a mare” che a sua volta le ha date in subconcessione al Gruppo Baglietto.
«La Navicelli dovrebbe agire per la revoca di queste concessioni autotutelandosi - dice Francese - perché le concessioni, secondo il codice della nautica, devono essere date per attività produttive, mentre qui nessuno ci lavora più da cinque anni». Andrea Laganà delle Rsu dei Cantieri di Pisa mostra il travel lift, una gru fondamentale nella cantieristica nautica. «L’hanno smontata - dice Laganà - e questo è un segno tangibile che non si voglia riprendere la produzione». Comune e Navicelli, stando alla Cgil, si trincerano dietro il rispetto del concordato, mentre ciò «che conta è il lavoro che deve riprendere e non il rispetto di patti che sembra siano stati fatti proprio per perdere tempo». Francese chiede alla mano pubblica di dare «una spallata» a questo stallo visto e considerato che Galantini ha già fatto due bandi per l’acquisto del Cantiere, andati deserti con una base d’asta di 6,2 milioni di euro. «Il Tar della Liguria nel 2012 revocò le concessioni demaniali al gruppo Baglietto perché non si faceva riprendere la produzione», dice Francese, che quindi si chiede come mai la Navicelli non faccia il passo della revoca visto che poi in sede legale sarebbe dalla parte del giusto.
La Cgil stigmatizza l’atteggiamento troppo attendista sia del Comune che della Navicelli e non usa mezzi termini per denunciare che il liquidatore Galantini vuole solo perdere tempo «arrivando al 31 maggio quando anche la cassa integrazione in deroga finirà e quindi il Cantiere non sarà più in mano a nessuno». Da cinque anni i lavoratori sono in assemblea permanente proprio dentro al capannone e «devono sopportare di essere ripresi 24 ore su 24 dalle telecamere degli uomini della vigilanza privata pagata da Galantini», dice Francese che chiede a sindaco e questore come si possa tollerare questa situazione. «Tra premi e premiucci dati alla pisanità sono questi lavoratori che meritano un premio e non una telecamera che li riprenda», sbotta Francese. I lavoratori incontreranno giovedì prossimo i capigruppo del consiglio comunale.
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