Sicurezza
Benzina a spese dell’Asl medico sotto processo
Dottoressa accusata di peculato e uso fraudolento di carte di credito Decine di rifornimenti per la sua auto addebitati sul conto dell’azienda sanitaria
PISA. Pieno di carburante garantito per l'auto del medico di famiglia. Macinava chilometri per sé e per le visite a casa, ma a saldare il conto ci pensava, senza saperlo, l'azienda sanitaria. Solo che alla lunga e dopo svariati serbatoi riempiti a scrocco, l'Asl si è accorta del prelievo irregolare e ha denunciato la dottoressa Alessandra Collosi, 48 anni, nata a Neuchatel (Svizzera), residente a Vicopisano dopo la laurea a Pisa con specializzazione in nefrologia.
L'azione disciplinare si è conclusa con il licenziamento. In parallelo è andato avanti anche il procedimento penale che ha portato il medico davanti al primo collegio del Tribunale penale (presidente Murano, a latere Mirani e Poggi) con le accuse di peculato e uso fraudolento di carte di credito sostenute dal pm, Giovanni Porpora.
Per il primo reato rischia da 3 a 10 anni, mentre per il secondo si va da uno a 5.
Quell'uso privato di soldi pubblici risale al periodo 2012-2013. La dottoressa, dopo una serie di sostituzioni di medici anche tra Serrazzano e Lustignano, nel comune di Pomarance, e in altri comuni della provincia, era incappata nei controlli dell'Asl.
A far insospettire gli uffici erano stati gli addebiti sulla carta di credito aziendale provenienti da varie distributori. Migliaia di litri passati dalle stazioni di servizio al serbatoio dell'auto dell'imputata. Le verifiche avviate sul conto della dottoressa erano arrivate alle conclusione che il medico aveva fatto il pieno di carburante per un totale di 1.400 euro a spese dell'Asl. Migliaia di chilometri percorsi in auto gratis dalla dottoressa, ma pagati dall'azienda sanitaria che dopo la conferma dell'utilizzo indebito della carta di credito avviò l'azione disciplinare denunciando alla Procura il comportamento del medico. Messa alla porta dall'allora datore di lavoro, per Collosi è arrivata l'ora del processo. Ma nel giudizio, come già all'epoca dell'udienza preliminare, ora entrano in gioco le perizie. L'avvocato Riccardo Martini ha chiesto e ottenuto dal presidente del Tribunale, Pietro Murano, la nomina di un consulente per valutare le capacità di intendere e di volere dell'imputata al momento del fatto. L'incarico sarà assegnato al dottor Maurizio Pieri, psichiatra dell'Asl 5. Non solo. La consulenza dovrà anche fornire un'indicazione al Tribunale sulla capacità del medico di stare in giudizio. Appuntamento a maggio per l'affidamento dell'incarico e a dicembre per l'eventuale discussione con sentenza.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
