La manifestazione
«Accertamenti necessari per un principio di chiarezza»
PISA. «Abbiamo depositato all'ufficio protocollo della Camera una lettera indirizzata al presidente Pierfrancesco Pacini, con la quale si chiede di avviare immediatamente un verifica sui Consorzi...
PISA. «Abbiamo depositato all'ufficio protocollo della Camera una lettera indirizzata al presidente Pierfrancesco Pacini, con la quale si chiede di avviare immediatamente un verifica sui Consorzi delle associazioni per capire se qualcuno ha agito in modo scorretto rispetto al "mandato ricevuto" dalla Camera e di riferire l'esito della verifica al primo consiglio Camerale utile».
Marco Sbrana, direttore Confesercenti Toscana Nord, invoca chiarezza sui soldi che dalla Camera transitano ai consorzi per finire nelle casse degli associati alle rispettive categorie.
«Riteniamo che l'invio di una lettera anonima con la quale si accusa qualcuno di non aver fatto il proprio dovere, sia sempre un modo illogico di denunciare situazioni che si presume siano irregolari – aggiunge Sbrana –. Detto questo siamo preoccupati da quanto accaduto perché in quel modo si genera sospetto sul lavoro di tutti i Consorzi Fidi senza andare ad evidenziare chi eventualmente a svolto il proprio mestiere in modo scorretto».
I soldi che la Cciaa ha messo e mette ha disposizione dei Consorzi servono per sostenere le imprese in un momento difficile.
Sbrana si dice convinto che Consorzi abbiano agito in modo trasparente e «al fine di tutelare l'immagine della Confesercenti, del nostro Consorzio Italia ComFidi e dei dipendenti che operano in questo settore, subito il giorno dopo aver ricevuto copia della "denuncia" anonima tramite il nostro rappresentante in Giunta Camerale, il presidente Confesercenti Toscana Nord Roberto Balestri abbiamo chiesto una verifica. I bilanci dei Consorzi sono pubblici, chiunque può leggerli, noi siamo tranquilli perché coscienti di aver fatto il nostro dovere di aiutare le imprese. Tutti i soldi che ci arrivano dalla Camera di commercio vengono girati a coloro che ne hanno fatto richiesta con assegni intestati alle ditte stesse e quindi senza alcuna permanenza suo nostri conti».
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