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Falciato dal treno, è il terzo morto in quattro mesi

Falciato dal treno, è il terzo morto in quattro mesi

L’incidente di notte sul territorio di San Giuliano Terme Preso in pieno da un Intercity. La vittima aveva 45 anni

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PISA. Falciato da un Intercity. L’esistenza da giramondo di un polacco di 45 anni, Mackowiak Arrkausz, senza fissa dimora, si è conclusa nella notte tra giovedì e venerdì lungo la linea ferrata al km 105 sul territorio di San Giuliano Terme.

L’impatto, inevitabile, è avvenuto alle 2,25. Il macchinista del treno diretto a Genova non ha potuto evitare quella sagoma che si stagliava sui binari. Dopo aver fermato il convoglio qualche decina di metri dal punto in cui il corpo è stato falciato, il macchinista ha chiamato il 118 e dalla centrale operativa hanno allertato la questura che ha inviato sul posto una volante. I resti dell’immigrato sono stati ricomposti e trasferiti all’istituto di medicina legale a disposizione dell’autorità giudiziaria, sostituto procuratore, Aldo Mantovani, che non ha previsto l’autopsia, ma solo un esame esterno che verrà svolto stamani. Non viene escluso il prelievo di sangue per una verifica sull’eventuale assunzione di alcol che potrebbe aver alterato le condizioni psicofisiche dell’uomo al punto tale da non rendersi conto del convoglio killer.

Sulla dinamica dell’incidente non ci sono grandi misteri da chiarire. L’uomo da anni aveva deciso di vivere senza una base. Un’esistenza errante fatta di espedienti per campare e rifugi di fortuna dove passare la notte. Tra gli indumenti della vittima non sono state trovate sostanze stupefacenti, né sono emersi precedenti penali di particolare gravità. Gli investigatori escludono che la presenza in zona sia dovuta alla ricerca di pusher come di solito avviene tra Madonna dell’Acqua e Migliarino nei bazar della droga a cielo aperto. La questura si è messa in contatto con l’ambasciata polacca per risalire agli eventuali familiari dell’uomo partendo dai documenti che aveva in tasca. Fino a ieri sera nessuno si era fatto vivo all’istituto di medicina legale per avere informazioni sul 45enne.

Da novembre quello di venerdì è il terzo morto sulle rotaie. L’ultimo era stato, a fine febbraio un venticinquenne marocchino, clandestino, conosciuto nell'ambiente dello spaccio tra Pisa e la Versilia, con diversi arresti nel suo curriculum penale. Bouchaib Jarmouni, un altro senza fissa dimora, abituale frequentatore della stazione e già visto nella zona in cui ha perso la vita a Madonna dell’Acqua, un'area ritenuta un luogo naturale di incontro tra pusher e consumatori di sostanze stupefacenti. Prima del marocchino, a novembre, era morto in un modo simile, Luca Simonini, 48 anni, di Lucca. Travolto a Migliarino mentre attraversava i binari per raggiungere la boscaglia popolata da pusher. Era stato centrato alle 17,40 a Migliarino da un convoglio partito da Firenze e diretto alla Spezia.

Non era riuscito a evitare il treno che lo aveva falciato, quando era già buio, mentre stava superando i binari all'altezza dell'uscita del casello autostradale di Pisa Nord. Andando ancora indietro nel tempo nel febbraio 2014 un extracomunitario fece la stessa fine di Simonini. La sua ora arrivò alle 5,30 in un tratto della linea ferrata tra San Rossore e Torre del Lago. Il polacco che aveva il cielo come tetto è andato ad allungare con un’altra croce immaginaria il cimitero che accompagna da anni i binari.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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