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Pisa

Danti presenta i libri di Cantini e Sardelli

PISA. Cosa ci fa un Prete Rosso in una Piazza Rossa? Lo scoprirete in “Un venerdì di passioni”, ovvero venerdì 3 aprile, alle ore 17,30 presso la Feltrinelli di Pisa, in Corso Italia 50. Proprio nel...

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PISA. Cosa ci fa un Prete Rosso in una Piazza Rossa? Lo scoprirete in “Un venerdì di passioni”, ovvero venerdì 3 aprile, alle ore 17,30 presso la Feltrinelli di Pisa, in Corso Italia 50.

Proprio nel pomeriggio di venerdì santo verrano presentati due libri così lontani, eppure così vicini, forse per l'amiciza e la stima che lega gli autori: Pilade Cantini con il suo “Piazza Rossa. La provincia toscana ai tempi dell'Urss” e Federico Maria Sardelli con il romanzo storico “L'affare Vivaldi” dedicato all'oblio toccato alla musica di Antonio Vivaldi, dopo la morte, e della sua travolgente riscoperta, tra il Settecento e l'Italia fascista. A coordinare l'incontro l'ex assessore alla cultura Dario Danti.

Il libro di Federico Maria Sardelli, “L'affare Vivaldi” (Sellerio Editore), ci parla di Antonio Vivaldi, il Prete Rosso, passato di moda dopo una vita di successi, morto in miseria e indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Riemersero, seguendo vie accidentate e occulte, grazie al congiungersi dell'avidità di un vescovo salesiano e l'intelligente intuito di due studiosi appassionati, Alberto Gentili e Luigi Torri, musicologo dell'Università di Torino il primo, e direttore della Biblioteca Nazionale della città il secondo. Ma da questo momento in poi gli autografi del musicista veneziano dovettero passare nuove disavventure. Causa stavolta l'indifferenza dello Stato, l'odiosa idiozia antisemita del regime fascista, l'opportunismo e l'ingratitudine dei nuovi padroni dell'Italia.

Pilade Cantini, con il suo “Piazza Rossa. La provincia toscana ai tempi dell'Urss” (Eclettica edizioni), mette al centro Case del Popolo e Feste de l'Unità, sezioni di Partito e partite di pallone alla tv. Una piazza dedicata ad un operaio ucciso dai brigatisti rossi per poterla chiamare come una piazza di Mosca. Il mito sovietico sulle strade tra Firenze, Pisa e Livorno; Gramsci, Togliatti e Berlinguer vissuti come parenti stretti. Un viaggio in Russia fuori tempo massimo; amori, amicizie, famiglia e altre questioni private. Un affresco agrodolce, leggero e surreale, sulla provincia toscana ai tempi dell'Urss, dove l'ideologia fa spesso la rima con l'ironia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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