Finanza
Cadavere senza nome, in campo anche Ris e Interpol
PISA. Sono stati coinvolti anche i Ris e l’Interpol per dare un nome alla donna ripescata in Arno mercoledì mattina. La Tac eseguita sul corpo ha escluso lesioni violente interne a livello osseo e...
PISA. Sono stati coinvolti anche i Ris e l’Interpol per dare un nome alla donna ripescata in Arno mercoledì mattina.
La Tac eseguita sul corpo ha escluso lesioni violente interne a livello osseo e cranico. E anche l’autopsia, con esame tossicologico, svolta ieri dal medico legale, Marco Di Paolo, non ha evidenziato eventi traumatici che possano giustificare ipotesi di morte violenta.
La presenza di acqua nei polmoni, qualora la donna fosse deceduta prima di finire nel fiume, viene giustificata con la permanenza nel fiume per almeno due settimane.
Manca la certezza scientifica per attribuire l’identità del cadavere alla nordafricana che al momento presenta le maggiori probabilità di abbinare le sue generalità a quelle della donna ancora senza nome.
L’ipotesi più accreditata riguarda una marocchina di 39 anni, domiciliata a Firenze, dalla quale il marito, molto più anziano, voleva separarsi. Non aveva notizie della donna da oltre un anno e solo quando a fine febbraio, per formalizzare le pratiche di separazione, si è presentato per fare la denuncia di sparizione, il nome della donna, incensurata, è entrato nei database delle forze dell’ordine tra quelli rubricati alla voce degli scomparsi.
La comparazione di quello che resta delle impronte digitali, danneggiate dall’acqua, con il reperto dattiloscopico registrato nel 2006 a Reggio Emilia in occasione di un fotosegnalamento è una delle piste battute con l’aiuto dei carabinieri del Ris.
Il fronte internazionale è affidato all’Interpol. Accortocciato in una tasca del giacchetto di pelle è stato rinvenuto il biglietto di un pullman, di quelli, con sede in Francia, che coprono percorsi oltre confine arrivando fino in Marocco.
I controlli a ritroso riguardano le prenotazioni fatte tra aprile e giugno 2014. Se il nome della donna dovesse comparire in uno dei percorsi fatti con il bus e il ticket corrispondesse alla tratta, il giallo avrebbe la sua soluzione.
Per ora resta il mistero di un corpo impigliato tra i canneti di una sponda dell’Arno che le correnti hanno deciso di restituire anziché accompagnarlo in mare aperto.(p.b.)
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