Sicurezza
Razzia di mobili e arnesi nell’albergo che chiude
Oggi il gestore dell’Hotel di Pisa consegnerà le chiavi al curatore fallimentare Intanto i ladri hanno fatto incetta nella cucina rubando ciò che potevano
SAN GIULIANO. Maxi razzia di mobili, elettrodomestici e arnesi nella cucina dell’Hotel di Pisa. A poche ore dalla chiusura definitiva della struttura, i ladri hanno approfittato dello stato di abbandono dell’edificio, che è in fase di dismissione: sono entrati da una porta sul retro e hanno portato via numerosi apparecchi, tra cui il forno per le pizze, la lavastoviglie e il motore della cella sopra la ghiacciaia. Segno che i malviventi conoscevano bene la struttura e che erano ben attrezzati per portare via il più possibile. I carabinieri di San Giuliano sono intervenuti mercoledì sera e hanno effettuato dei sopralluoghi nella giornata di ieri.
Oggi l’attuale gestore, Simone Salsini, consegnerà le chiavi dell’albergo a Maurizio Cini, curatore fallimentare di Iniziative Turistiche. Cms Hotel è sull’orlo del baratro e sembrano non esserci vie di uscita per i dipendenti che non riscuotono lo stipendio da 7 mesi. Ieri mattina si è tenuto il tavolo provinciale con un funzionario della Regione, una delegazione dei lavoratori, Vittorio Salsedo, segretario Fisascat-Cisl, e Salsini. «Non ci sono speranze per risolvere la situazione. Non è possibile chiedere la cassa integrazione in deroga per i dipendenti, l’azienda chiuderà – spiega Salsedo -. Si dovrà aprire la procedura di mobilità per queste 20 persone, dopo la quale passeranno 45 giorni prima del licenziamento. Purtroppo non ci sono alternative».
Venerdì 13 l’apposizione dei sigilli alla struttura era stata rimandata di una settimana, nella speranza di trovare delle vie di uscita. Niente di fatto. I lavoratori sono disperati. Molti di loro lavoravano nell’albergo da decenni. Adesso sperano di trovare un qualche sostentamento fino al primo di maggio, quando entrerà in vigore la nuova assicurazione sociale per l’impiego. Si tratta della Naspi, il sussidio introdotto dall’ultima riforma del lavoro, il Jobs Act. Sostituisce la vecchia Aspi ed è destinato ai casi di disoccupazione involontaria.
«Speriamo di riuscire a trovare una soluzione per le prossime settimane – dice Deborah Mancioppi, dipendente dell’albergo, presente all’incontro in Provincia -. Siamo preoccupati per il futuro nostro e dell’hotel, chiuso da una settimana e già teatro dei primi furti. La cucina oggi (ieri per chi legge, ndr) è completamente vuota, ci sono rimasti solo i fornelli. Siamo rimasti senza parole». C’è molta delusione da parte dei lavoratori che speravano nel sostegno delle istituzioni. «Ci sentiamo abbandonati, non ci sono i fondi per la cassa integrazione, lo Stato non ha niente per sostenerci e noi rimaniamo in mezzo alla strada – dice Mancioppi -. Alla nostra età e con la crisi economica che c’è, come possiamo sperare di trovare un’altra occupazione? Negli ultimi giorni abbiamo chiesto in zona, ma nessuna azienda assume».
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