Il dolore
Spunta il cadavere di una donna in Arno
Marina, mistero sull’identità: gli investigatori ipotizzano che possa trattarsi di una giovane scomparsa da una settimana
MARINA DI PISA. Visibile a malapena tra le canne e confuso nei residui di legname che il fiume accompagna in mare, alle 10 di ieri mattina quel corpo impigliato nella sponda sinistra dell’Arno ha dato il via al mistero sull’identità di un cadavere ancora senza nome.
Lo ha scoperto il responsabile del rimessaggio Arnovecchio che era sul pontile a 3-4 metri da quella sagoma galleggiante a testa in giù incastrata negli arbusti di un altro rimessaggio, il Marina Verde, a meno di un chilometro dalla foce.
Marocchina scomparsa. Il giallo sarà svelato oggi se il puzzle messo insieme dagli investigatori farà coincidere l’identità del cadavere con le generalità di una marocchina di 39 anni scomparsa da Firenze una settimana fa. I sospetti sono fondati. È stato il marito italiano a denunciare la sua mancanza da casa nei giorni scorsi. L’ipotesi si basa sugli indumenti indossati dalla donna e anche con un paio di orecchini.
I vestiti. Di sicuro si sa che è una donna, carnagione ambrata, età tra i 30 e i 40 anni, ma il contatto con l’acqua può rendere indefinibile un’attribuzione anagrafica precisa. Indossava un giubbotto di pelle, un maglione verde, jeans e stivaletti, numero 41. Il numero è stato un elemento di comparazione che ha permesso ai carabinieri di escludere che il corpo fosse quello di Irene Focardi, la fiorentina di 43 anni scomparsa dal capoluogo toscano il 3 febbraio scorso. Le misure non combaciano e al mistero sulla sorte della 43enne si aggiunge ora quello della donna ripescata in Arno che, come in ogni giallo degno di chiamarsi tale, non aveva documenti con sé. Poteva essere nel fiume da un minimo di 10 giorni a un massimo di 2-3 settimane. La temperatura di poco inferiore ai 10 gradi aiuta a rallentare la decomposizione.
L’avvistamento. Il cadavere è stato visto intorno alle 10. Era a pancia in giù e si vedeva solo la schiena e parte delle gambe. La prima telefonata è stata per i carabinieri che sono arrivati da Marina con il maresciallo Aniello Avigliano. Dal nucleo radiomobile al nucleo investigativo con il capitano Michele Cataneo la scena ha iniziato a popolarsi con la presenza anche dei vigili del fuoco. Non è stato necessario ricorrere ai sommozzatori. Il corpo era vicino alla riva ed è bastato poco trascinarlo sulla terraferma. Ricoperta di melma e con il volto irriconoscibile, la donna ha i capelli scuri, lisci, di corporatura normale, tendente all’esile. La pelle non è di colore nero scuro, anche se restare così a lungo in acqua può averne modificato la tonalità.
Prima ipotesi viado. In un primo momento si era diffusa la voce che potesse trattarsi di una transessuale. La corporatura può aver ingannatoa causa dell’effetto gonfiore provocato dalla permanenza in acqua.
Per ore vigili del fuoco e carabinieri, presente anche il comandante provinciale, colonnello Andrea Brancadoro, sono rimasti nel rimessaggio in attesa della rimozione del corpo. Avvertito del rinvenimento, anche il sostituto procuratore di turno, Aldo Mantovani si è presentato per coordinare le prime fasi delle indagini. Il primo obiettivo è risalire all’identità della donna. Da lì discende tutto il resto.
Persone scomparse. Al momento non ci sono denunce di persone scomparse in provincia con le caratteristiche del cadavere che nel primo pomeriggio è stato trasferito all’istituto di medicina legale.
Sul posto per una prima ricognizione è arrivato il professor Marco Di Paolo. I passaggi a questo punto sono due. Stamani verrà eseguita una tac con l’obiettivo di accertare eventuali alterazioni ossee, soprattutto a livello cranico. Quello che può sfuggire da un esame esterno su un corpo in quelle condizioni, ad esempio una morte per strozzamento, con la tac viene messo in rilievo. Per domani è, invece, prevista l’autopsia. Sotto il giacchetto di pelle aveva diverse maglie.
Le ipotesi. Se il cadavere dovesse appartenere alla marocchina 39enne di Firenze, l’autopsia sarà chiamato a dire come è morta. Suicidio, incidente o quello che al momento non appare la pista principale, l’omicidio.
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