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Imposte clienti mai pagate: consulente di nuovo giudizio

Imposte clienti mai pagate: consulente di nuovo giudizio

PISA. Secondo processo fotocopia per la consulente tributaria Ilaria Navarria, 49 anni, di Cascina, finita di nuovo a giudizio per appropriazione indebita e falso in scrittura privata. A fine...

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PISA. Secondo processo fotocopia per la consulente tributaria Ilaria Navarria, 49 anni, di Cascina, finita di nuovo a giudizio per appropriazione indebita e falso in scrittura privata.

A fine febbraio la professionista aveva patteggiato un anno e 4 mesi, con la condizionale, per non aver pagato Irpef, contributi e Iva di tre clienti, tra i quali un avvocato di Pisa, dal 2004 al 2012 per un danno di circa 190.000 euro. Nel processo bis che si è aperto in Tribunale a Pisa le accuse sono le stesse, anche se stavolta le parti civili sono due: una ditta individuale assistita dall’avvocato Franco Franconi e un privato. Gli importi (per la ditta 100.000 euro) sono di poco inferiori a quelli per i quali era nato il precedente procedimento.

Il periodo preso in esame va dal 2007 al 2012. All’arrivo delle cartelle esattoriali per i tributi non versati, la professionista avrebbe preso l’impegno di pagare di tasca sua ciò che non aveva saldato dopo aver ottenuto la fiducia dei clienti. Non lo ha fatto e per tutta risposta si è resa irreperibile. A livello civile su un immobile di proprietà sono già state iscritte diverse ipoteche da parte di creditori rimasti di sasso e con debiti per decine di migliaia di euro verso l’erario.

Scadenze tributarie e versamenti contributivi che i clienti pensavano di aver saldato dopo aver dato i soldi all'imputata e che, invece, non erano mai stati onorati. E quando sono arrivate le comunicazioni, anche sotto forma di intimazioni al pagamento da parte di erario e casse previdenziali, i due clienti dello studio hanno scoperto di essere diventati debitori incolpevoli e, soprattutto, inconsapevoli. Il processo penale servirà alle parti civili a risparmiare almeno sanzioni e interessi sui soldi che devono allo Stato che, anche in presenza di un raggiro di cui è provata l’assenza di responsabilità delle parti offese, rivuole comunque il capitale.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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