Il Tirreno

Pisa

Rito della lucertola, assolto studente accusato di violenza

Pietro Barghigiani
Studenti sul prato dell'area monumentale del Duomo e la lucertola ispiratrice dell'omonimo rito
◗
Studenti sul prato dell'area monumentale del Duomo e la lucertola ispiratrice dell'omonimo rito

Pisa: una studentessa palpeggiata lo aveva denunciato. Il pm aveva chiesto 4 anni. Il difensore: «Gesto goliardico»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Gli eccessi goliardici che diventano ipotesi di reato. La tradizione rubricata in violazione di legge. E un epilogo che scaccia il fantasma della condanna per un episodio di routine nella baraonda che ogni anno accompagna il rito della lucertola in Piazza dei Miracoli.

Assolto. Alle 15,30 di lunedì pomeriggio un 22enne di Pisa, E.S., è stato assolto perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di violenza sessuale di gruppo in concorso con ignoti. Il pubblico ministero Paola Rizzo aveva chiesto una condanna a 4 anni.

Sotto processo. L’imputato era finito a giudizio dopo essere stato riconosciuto in un’identificazione fotografica da una studentessa che aveva denunciato di essere stata palpeggiata durante la “liturgia” laica che coincide con i 100 giorni dall’esame di maturità. Il giovane, difeso dall’avvocato Fabrizio Bartelloni, ieri pomeriggio ha fornito in aula la sua versione dei fatti. «Ero in piazza e ho partecipato al rito – ha riferito al primo collegio (presidente Murano, a latere Poggi e Mirani) – ma non facevo parte del gruppo che ha aggredito le ragazze». Ha aggiunto il suo legale: «Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato».

Toccate e fughe. La storia dell’imputato, extracomunitario di colore a Pisa da anni con la famiglia, per quelle imponderabili traiettorie del destino ha imboccato la strada del procedimento giudiziario. Lui, come migliaia di ragazzi, quel giorno di marzo di 4 anni fa era andato in Piazza dei Miracoli. Non era a disagio in quell’ambiente dominato dall’occupazione festosa dell’area monumentale. E come i suoi coetanei presenti sul manto erboso non si tirò indietro al momento di festeggiare la prassi scaramantica di buon auspicio per ottenere il diploma (accarezzare la lucertola di bronzo sul portone del Battistero). La differenza tra quello che succede tutti gli anni sul prato a due passi dalla Torre e il processo all’allora studente esuberante è che il 22enne fu denunciato e poi riconosciuto dalla sua presunta vittima.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11057246:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/03/16/news/l-intervento-basta-con-la-filosofia-del-badali-gli-adulti-devono-fermare-certe-trasgressioni-dei-giovani-1.11057246]]

L’accusa. Stando all’accusa con un approccio poco cavalleresco le studentesse vennero spinte verso il Battistero e poi i maschi, una decina, partirono con i palpeggiamenti nelle parti intime e sul seno. Il tutto per almeno una trentina di secondi. Finita la scorribanda i ragazzi si diressero a fare baldoria in un’altra zona monumentale di Piazza dei Miracoli. Uno dei protagonisti dell’assalto goliardico, con le mani leste e fuori posto, venne identificato nel 22enne. La parte offesa aveva confermato alla polizia municipale le accuse e riconosciuto il suo "palpeggiatore" dopo aver visto la sua foto. Una tesi ribadita in udienza. Ma non si era costituita parte civile, né era stato avviato un procedimento per la richiesta danni. Agli atti c'era solo una denuncia ai vigili urbani che ha fatto il suo corso fino alla sentenza di ieri pomeriggio.

La difesa. «Pesante quanto si vuole, ma si è trattato pur sempre un gesto che va contestualizzato in un clima goliardico» è il pensiero dell’avvocato Bartelloni. Che aggiunge: «Al di là del reato contestato - spiega il legale - è evidente che il mio assistito non può essere definito un violentatore secondo l'accezione che un termine del genere potrebbe suggerire. Stiamo parlando di una vicenda avvenuta in un contesto goliardico che fa parte della tradizione di una città come Pisa animata da studenti e riti legati al mondo giovanile. Si può discutere sull'opportunità di una simile azione. Ma da lì a dire che quel comportamento possa configurare un reato punito con estrema severità ce ne corre». Il rito della lucertola con i palpeggiamenti non richiesti sulle ragazze può essere una ricorrenza con scivolate sgradevoli. Ma per il Tribunale quegli eccessi, sia pure volgarizzando il rito propiziatorio, non sono, comunque, violenze sessuali.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini