Il dolore
Processo Untouchables bis in giudizio solo due ditte
Il tribunale non accoglie gran parte delle richieste del Comune di Pistoia L’ente sarà parte civile ma soltanto nei confronti di alcuni dei 28 alla sbarra
PISA. Dopo il Comune di Piteglio e il Consorzio di bonifica Basso Valdarno (succeduto al Consorzio del Padule di Fucecchio), che si erano costituiti già in sede di udienza preliminare davanti al gup, anche il Comune e la Provincia di Pistoia e il Comune di Pescia potranno essere parti civili nel processo “Untouchables bis” che, per la vicenda degli appalti pilotati, vede sotto accusa 28 imputati tra imprenditori e funzionari pubblici.
Mentre, come responsabili civili, saranno soltanto due su undici le aziende chiamate a rispondere dei danni arrecati in caso di condanna dei loro titolari.
Questi i primi responsi del tribunale collegiale di Pistoia al termine, ieri, dell’udienza iniziale del processo, il secondo, assieme a quello in corso con il giudizio immediato (in comune molti degli imputati), su una vicenda che, con gli arresti del giugno di tre anni fa, scosse come un terremoto l'intera provincia di Pistoia, e non solo. Un’udienza di schermaglie in punta di codice sulle questioni predibattimentali, come appunto quella su chi avesse o meno titolo di entrare nel processo per chiedere il risarcimento dei danni patiti per via dei reati contestati agli imputati.
La sorpresa principale è stata quella che il Comune di Pistoia ha rischiato di essere escluso completamente dal processo. I giudici, al termine di due camere di consiglio, hanno infatti accolto solo in minima parte le richieste avanzate dall’avvocato Vito Papa: l’amministrazione pistoiese sarà parte civile solo nei confronti di alcuni degli imputati e solo per alcuni dei capi di imputazione loro contestati. Inoltre, il collegio ha respinto la richiesta del Comune di chiamare in giudizio come responsabili civili le aziende da cui riteneva di aver subito danni patrimoniali e d’immagine.
Fatto sta che le uniche aziende “sul banco degli imputati” a questo punto saranno la Vescovi Renzo spa” di Lamporecchio e la “Cooperativa muratori sterratori e affini” di Montecatini, chiamate in causa dalle altre parti civili le cui richieste sono state invece accolte dal tribunale. Parte civile nel processo sarà anche un privato, Luigi Bonanno, un imprenditore (testimone in questo e nel primo processo) che si è ritenuto danneggiato in quanto, dal 2006 in poi, a causa degli accordi per la spartizione degli appalti tra le altre aziende, sarebbe stato a suo dire quasi del tutto escluso dalle gare bandite dell’ex Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio, ente dal quale, negli anni precedenti, gli era arrivato invece il 60-70 per cento del suo fatturato.
Le accuse, a vario titolo, nei confronti dei 28 imputati sono associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta e falso. Reati, compiuti, secondo il pm Fabio Di Vizio, nell’ambito di un accordo per la spartizione delle gare bandite da amministrazioni comunali, Provincia ed altri enti pubblici, con l'assegnazione di lavori per milioni di euro. Tra le figure della presunta associazione a delinquere ritenute centrali, Marcello Evangelisti, ex dirigente dell'Ufficio lavori pubblici del Comune di Pistoia, e Roberto Riccomi, ex segretario del Psi, ritenuto promotore e organizzatore della stessa. La prossima udienza sarà il 15 giugno: si dovrebbe decidere sulla questione della riunione di questo processo bis con quello già in corso davanti allo stesso collegio giudicante.
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