Il Tirreno

Pisa

Cantieri, la Cgil chiede la revoca delle concessioni

di Danilo Renzullo

Il segretario Gianfranco Francese: «Vanno assegnate a chi fa attività produttiva» Il sindacato contesta la base d’asta per la vendita dell’azienda nautica ai Navicelli

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PISA. Concessioni demaniali e valore reale. Questi, secondo la Cgil, i nodi da sciogliere per assicurare un futuro ai Cantieri di Pisa e ai 39 lavoratori dello storico marchio della nautica pisana. Il sindacato chiede di revocare le concessioni alla “Cantieri di Pisa Porta a mare srl”, società il cui rappresentate legale è Antonio Sostegni (che secondo il sindacato «sarebbe disponibile» a non opporsi alla revoca) che da anni ha smesso qualsiasi attività nell'area, e riassegnarle attraverso un bando ad evidenza pubblica per abbatterne il costo esclusivamente a soggetti che esercitano attività produttiva. Questa la strada più breve che secondo la Cgil bisogna percorrere per far ripartire l'attività dello stabilimento lungo il canale dei Navicelli e per salvare i lavoratori, da quasi cinque anni in assemblea permanente e con la cassa integrazione in deroga in scadenza il prossimo 31 maggio.

«Sul tema abbiamo già avuto un incontro con l'amministrazione comunale e ne abbiamo chiesto un altro con il consiglio comunale - sottolinea Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil pisana –. Revocare le concessioni significa riprendere immediatamente la lavorazione e, successivamente, trattare l'acquisto del ramo d'azienda senza essere ostaggio del liquidatore», Federico Galantini, la cui strategia, secondo il sindacato, è «quella di perdere tempo per arrivare alla messa in mobilità dei lavoratori e cedere i Cantieri senza forza lavoro».

La Cgil sta lavorando per mettere insieme i soggetti interessati all'acquisto del marchio dopo il fallimento del secondo bando che si è chiuso la scorsa settimana con una sola proposta di acquisto (presentata da due italiani ma per conto di Jean Marc Gregory, presidente di Union Strong Marine Holding, il gruppo franco-cinese che ha già provato, senza riuscirci, a mettere le mani sui Cantieri), rifiutata in quanto non cauzionata.

Il nuovo bando dovrebbe uscire nei prossimi giorni con un ribasso del 20% rispetto ai 6,2 milioni di quello precedente. Il prezzo della base d'asta è però per la Cgil fuori mercato ed ha «l'unico effetto di scoraggiare eventuali imprenditori interessati a presentare offerte». Al prossimo bando potrebbe partecipare anche un gruppo locale, capeggiato dalla Pisa Superyachts, azienda dei fratelli Fabio e Guido Bini, ex proprietari dei Cantieri di Pisa, attiva sui Navicelli da molti anni, in accordo con la cooperativa “I Mastri Cantieri di Pisa”, costituita dai lavoratori dei Cantieri. «Una soluzione locale con un pezzo di storia della nautica pisana – conclude Francese - in grado di far rientrare da subito tutti i lavoratori e riprendere l'attività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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