Cantieri di Pisa, la Cgil chiede la revoca delle concessioni demaniali
Il segretario Gianfranco Francese: "Vanno riassegnate a chi svolge attività produttiva"
PISA. Accelerare la revoca delle concessioni demaniali e riassegnarle con un bando a evidenza pubblica esclusivamente a soggetti che esercitino attività produttiva. E' la richiesta della Cgil e delle rsu dei Cantieri di Pisa, l'azienda nautica del gruppo Baglietto inattiva da cinque anni, per sbloccare la situazione e riprendere a lavorare alla Darsena pisana, lungo il canale dei Navicelli.
Il sindacato, però, parallelamente, lavora anche per mettere insieme soggetti interessati all'acquisto del ramo d'azienda dopo che il bando di gara emesso dalla procedura concorsuale del gruppo Baglietto in liquidazione andato deserto.
"L'interesse c'è - ha spiegato il segretario provinciale della Cgil pisana, Gianfranco Francese - ed è quello del gruppo pisano Pisa Superyacht, attivo sui Navicelli da molti anni, che potrebbe partecipare al prossimo bando di gara in partnership con la cooperativa di lavoratori dei Cantieri di Pisa, i cui 40 dipendenti sono in assemblea permanente dentro la fabbrica da quasi cinque anni".
Ma per sbloccare l'impasse e fare in fretta, visto che la cassa integrazione in deroga scadr il 31 maggio, secondo i sindacalisti, la strada più breve è quella della revoca della concessioni: "Noi infatti riteniamo che la strategia del liquidatore Federico Galantini - ha concluso Gianfranco Francese - sia quella di perdere tempo per arrivare alla messa in mobilità dei lavoratori e dunque cedere solo il marchio a trattativa privata. Gli indizi in questo senso sono molti: a cominciare dal prezzo di base d'asta, intorno ai 5 milioni di euro con la riduzione del 20% rispetto al bando precedente che la fissava a 6,2 milioni, che a noi pare fuori mercato come dimostra anche la totale assenza di investitori interessati. Per questo revocare le concessioni significa immediatamente riprendere la lavorazione sulla darsena pisana e, successivamente, trattare l'acquisto del ramo d'azienda senza essere ostaggio dello stesso Galantini".
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