Sicurezza
Sgominato l’asse della droga Pisa-Napoli
La polizia ha messo le mani su una banda di dodici persone che si riforniva di cocaina e eroina
PISA. Indagando sul furto di un cellulare in una farmacia di Pisa, la polizia ha sgominato una bada (dodici quelli finiti nell’inchiesta) di spacciatori che si riforniva di stupefacenti a Napoli.
L’indagine è cominciata a ottobre per concludersi a dicembre, e - dopo il lavoro della magistratura - venerrd’ sono scattati gli arresti. La Polizia di Stato ha così interrotto un importante canale di rifornimento sostanze stupefacenti sull'asse Napoli-Pisa.
Nelle prime ore di venerdì, personale della squadra mobile di Pisa, comandata da Rita Sverdigliozzi - in collaborazione con la squadra volante, comandata da Fabrizio Valerio Nocita e la squadra mobile di Roma - ha eseguito cinque arresti di cui quattro su ordinanze di custodie cautelari e uno in flagranza di reato per spaccio di sostanza stupefacente. L'indagine, come dicevamo, avviata a seguito del furto di un cellulare, ha consentito di accertare che dietro quel furto si nascondesse qualcosa di più. Infdatti, quando gli agenti della polizia postale hanno capito che dietro quel furto c’era un importante traffico di stupefacenti hanno “passato la palla” alla narcotici della squadra mobile.
Dall’indagine è emerso che diversi tunisini oltre a un italiano (tutti personaggi noti sul territorio perché dediti allo spaccio) si approvvigionano di cocaina ed eroina nelle zone del mercato low-cost del capoluogo partenope. In questo modo veniva rifornita la piazza pisana.
Le particolarità che hanno attirato gli investigatori sono state anche le modalità di trasporto da Napoli a Pisa; infatti i pusher, che provvedevano al trasporto della sostanza stupefacente utilizzando il treno con cadenza quasi settimanale, erano di regola due. Il primo, il fiduciario dell'organizzazione, quando scendeva a Napoli aveva il compito di assaggiare la droga e intavolare la trattativa per il prezzo, mentre il secondo, (ruolo che veniva svolto a rotazione da più membri della banda), aveva il compito di trasportare la droga.
Per non dare nell'occhio, i due pusher adottavano l'accortezza di viaggiare in treno separati e, spesso, cambiavano la stazione di arrivo, considerando quella di Pisa «troppo controllata» (dalle intercettazioni, ndr) e preferendo pertanto stazioni vicine. C’era anche chi riusciva a fare i suoi viaggi a Napoli eludendo la misura dell'obbligo di firma, firmando la mattina presso i carabinieri e rientrando in tempo utile per ottemperare nuovamente all'obbligo.
L’operazione è stata chiamata “Ice cream” perché, nel novembre scorso, era finito in manette Alberto Gelato, 23 anni napoletano, che ha fatto la sua comparsa all’inizio dell’inchiesta. L’alktro italiano arrestato è Marco Laezza, napoletano d’origine, ma conosciuto anche a Pisa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
