Italia
Presidi separati, la città respira
Destra a Marina, la sinistra radicale in centro: nessun contatto e i timori della vigilia si dissolvono
di Danilo Renzullo
PISA
Bandiere rosse in città, tricolori sul litorale. Si è svolto in un clima sereno e di “attesa” il pomeriggio delle opposte fazioni – estrema destra e sinistra radicale – che ieri sono scese in piazza, la prima per contestare il governo Renzi e quello Rossi, l'altra per cercare di impedire ai movimenti che si rifanno alla destra e all'estrema destra di svolgere il raduno. La tensione dei giorni scorsi, salita dopo l'organizzazione del “presidio tricolore” “Un'altra Italia. Un'altra Toscana. Rottamiamo Renzi e Rossi per un'alternativa sovranista”, organizzato dal movimenti di estrema destra Ronin Pisa e Casaggì con Fratelli d'Italia e il suo movimento giovanile Gioventù nazionale, si è stemperata con il “dirottamento” del sit-in a Marina di Pisa e la mancata comunicazione del luogo. Militanti dei movimenti, dei sindacati di base, di partiti e collettivi cittadini vicini alla sinistra e alla sinistra radicale (anche l'Anpi, l'Arci e la Cgil avevano espresso contrarietà allo svolgimento della manifestazione), per ore hanno “atteso” in presidio in piazza XX settembre di conoscere il luogo del raduno indetto dalla fazione opposta per cercare di impedirne lo svolgimento. In piazza, in circa un centinaio, si sono riuniti ribadendo le radici antifasciste della città. «La debolezza dei tentativi d'insediamento dell'estrema destra in città – sottolineano i manifestanti - non deve distrarre dai pericoli insiti in un progetto che tenta di mettere radici nel Paese sfruttando la drammatica situazione economica e sociale». Un altro gruppo, composto da circa trenta tra autonomi e militanti dei collettivi universitari, si è riunito invece in piazza Santa Croce in Fossabanda, dove inizialmente era previsto il presidio dell'estrema destra, spostato per motivi di ordine pubblico. Sul litorale, invece, una quarantina di appartenenti alla Casaggì crew - che raccoglie vari gruppi toscani di estrema destra nati in seno al centro sociale fiorentino di destra Casaggì, tra cui Ronin – insieme a Fdi e Gioventù nazionale, hanno inscenato, scortati da un imponente servizio d'ordine, il loro “presidio tricolore”. Durante il sit-in, al quale ha partecipato anche il consigliere regionale di Fdi, Giovanni Donzelli, prossimo candidato alla presidenza della Regione, è stata più volte sottolineata la contrarietà all'idea di essere confinati lontani dal centro per svolgere una manifestazione. «Questo contesto non ha senso. Credo che questi ragazzi abbiano avuto buon senso ad assecondare le richieste della questura, ma è chiaro a tutti che in gioco c'è l'agibilità politica», ha detto Donzelli annunciando un nuovo presidio di Fdi (che dovrebbe svolgersi nella zona della stazione) per il prossimo 11 aprile per presentare il programma elettorale. «Non chiederemo il permesso a nessuno – continua -, saremo in piazza e basta per spiegare ai pisani e ai toscani la nostra proposta. La contrapposizione tra fascismo e antifascismo non ci interessa. Ci interessa provare a risolvere i problemi degli italiani, toscani e pisani». «Volevamo manifestare e ce lo hanno impedito costringendoci a una riunione tra noi – conclude Marco Scatarzi di Gioventù nazionale -. Questi mentecatti dei centri sociali dicono di avversare la politica del governo Renzi e invece il loro agire è la vera stampella che sostiene questo esecutivo amico dei banchieri».
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