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Pisa

Incidente senza prove: condannati

Incidente senza prove: condannati

Cinque romeni dovranno risarcire l’assicurazione anziché essere indennizzati

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PISA. Un incidente con cinque feriti, ma nessuna prova. Nemmeno indiretta, visto che il testimone chiave (che in un primo momento non risultava) appare solo nelle carte processuali. E così il giudice non solo non accorda neanche un centesimo di indennizzo, ma condanna i cinque a pagare duemila euro all’assicurazione più spese, Cpa e Iva.

Il giudice di pace pisano Mario Casella (sentenza 715/14) era chiamato a decidere sulla richiesta di cinque cittadini romeni, che affermavano di essere stati tamponati, mentre erano a bordo di una Ford Mondeo, da un’altra auto all’intersezione fra via Cattaneo e Piazza Guerrazzi. Chiedevano 3.000 euro di risarcimento per i danni alla vettura più l’indennizzo per danno biologico, invalidità temporanea, danno morale e spese mediche.

Il magistrato però ha riscontrato troppe incongruenze e ha dato ragione all’assicurazione, difesa dall’avvocato Poli, che contestava la domanda sia perché non era stata messa in condizione di visionare la vettura danneggiata, sia perché riteneva non provato l'effettivo verificarsi del sinistro, anche alla luce dei numerosi incidenti che avevano visto recentemente coinvolto il veicolo .

Rileva il giudice: «Il testimone ha riferito di aver assistito all'urto e che al momento del sinistro ai trovava sul proprio autoveicolo, sulla corsia destra della strada, mentre gli attori erano sulla corsia di sinistra. Il teste, avendo sentito che gli occupanti del veicolo tamponato erano della sua stessa nazionalità, ai sarebbe quindi fermato a "curiosare".

Però, ha anche riferito che dopo il sinistro i veicoli non si fermarono immediatamente, ma andarono avanti alcune decine di metri fino ad un non meglio precisato marciapiede e che lui li segui. Ma allora come è stato possibile per il teste sentire che gli attori parlavano rumeno se non scesero immediatamente dall'auto? E soprattutto, perché nel modello di constatazione amichevole del sinistro non è stato inserito come testimone? Avendo avuto la premura di indicare i testimoni nel modello C.A.I., sarebbe stato logico inserire anche il nominativo del proprio connazionale».

Inoltre, «altra circostanza anomala è data anche dal tatto che in nessuna diffida od altro atto è fatta menzione delta presenza sul luogo del sinistro del teste, salvo spuntar fuori nella memoria istruttoria».

Senza prove, dunque, niente risarcimento.

Antonio Scuglia

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