Il Tirreno

Pisa

S. Giuliano, in arrivo i sigilli all’ex Granduca Scadenza il 20 marzo

di Sharon Braithwaite
S. Giuliano, in arrivo i sigilli all’ex Granduca Scadenza il 20 marzo

La Cisl chiederà la cassa integrazione per i 18 lavoratori che da settembre non percepiscono alcuna retribuzione

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SAN GIULIANO. Non è ancora finito il calvario dei dipendenti dell’Hotel ex Granduca, ora Hotel di Pisa. Ieri l’apposizione dei sigilli è stata rimandata alla prossima settimana, giusto il tempo per consentire alla Cisl di convocare un tavolo con la Regione e la Provincia, per chiedere la cassa integrazione in deroga per i 18 lavoratori che da settembre non recepiscono alcuna retribuzione.

Le trattative istituzionali seguite dalla prefettura non hanno portato ad alcuna soluzione. In questi giorni saranno organizzate le operazioni di dismissione, mentre gli ospiti che hanno effettuato prenotazioni per i prossimi mesi saranno ricollocate in altre strutture della zona. Ieri mattina, il sindaco ha effettuato un sopralluogo della struttura insieme a Maurizio Cini, curatore fallimentare di Iniziative srl. «Venerdì 20 saranno apposti i sigilli, a meno che Simone Salsini (amministratore unico di Cms Hotel, società che gestisce l’albergo ndr) non decida di consegnare spontaneamente le chiavi: è quanto abbiamo proposto a Salsini – spiega Di Maio -. La consegna delle chiavi renderebbe più semplice la situazione, ci consentirebbe di individuare un imprenditore in grado di gestire l’albergo nei prossimi mesi».

Al sopralluogo hanno assistito i dipendenti, arrivati nella hall poco prima delle 9. Nei loro volti si legge la disperazione più totale, la preoccupazione di non riuscire più a mantenere la propria famiglia, dopo venti anni di lavoro in questo edificio. Dietro la reception c’è chi raccoglie le ultime cose prima di lasciare definitivamente l’albergo. In alto gli orologi segnano i fusi orari. Ma qui il tempo si è fermato al 2009, anno della prima crisi finanziaria dell’hotel. Negli anni si sono susseguite più gestioni, due sono fallite. «Quando abbiamo preso in gestione la struttura sapevamo che il primo anno sarebbe stato difficile, ma ci davano fiducia le presenze degli anni passati. Contavamo di affrontare l’inverno col sostegno degli istituti per cominciare nel 2015 in pareggio – afferma Salsini -. Il fallimento di Iniziative Turistiche srl è stato decisivo in senso negativo. Tale episodio ha irrigidito in modo irreversibile il sistema creditizio e paralizzato le possibilità di finanziamento dalle banche».

Salsini si definisce «un imprenditore sconfitto, come i propri impiegati. A quarant’anni mi ritrovo con un’azienda che forse fallirà nell’immediato futuro, senza una nuova struttura dove svolgere la mia attività. Ho sofferto la mancanza del compenso da amministratore. La mia unica colpa è di averci provato fino in fondo».

«La situazione è critica da gennaio. Durante gli incontri in Comune e in Prefettura abbiamo chiesto le minime garanzie che Csm Hotel non ha rispettato – afferma Maurizio Cini, curatore fallimentare di Iniziative Turistiche -. L’impegno mio e del giudice delegato è stato massimo affinché l’azienda continuasse a rimanere aperta, chiedendo tutele soprattutto per i lavoratori».

«Salsini non ha mai pagato l’affitto della proprietà. Eppure in prefettura ha dichiarato di aver incassato più di un milione di euro nel 2014 – dice Vittorio Salsedo, segretario Fisascat Cisl -. La prossima settimana ci sarà un tavolo provinciale alla presenza di un funzionario della Regione: chiederò la cassa integrazione per i dipendenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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