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Pisa

La Monasterio diventa anche un caso politico

La Monasterio diventa anche un caso politico

Alcuni partiti d’opposizione puntano i riflettori su Plos One che parlò di un eccesso di esami

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PISA. La sortita del ministro della salute sugli esami inutili da evitare, in città ha indirettamente rievocato il caso della Ftgm, Fondazione Toscana Gabriele Monasterio: forze politiche di opposizione stanno studiando la vicenda e le possibili iniziative istituzionali. Giovedì, infatti, il ministro Beatrice Lorenzin ha annunciato di voler rivedere i protocolli delle direzioni sanitarie per migliorare l’appropriatezza degli esami, cioè evitare quelli inutili: essi comportano un costo di 13 miliardi annui per lo Stato e, secondo il “New England Journal of Medicine”, tra l’1,5 e il 2% dei tumori mondiali, per le radiazioni evitabili a cui sono stati sottoposti i pazienti.

Spesso la causa dell’eccesso di prescrizioni è la paura dei medici di essere denunciati (la cosiddetta medicina difensiva): nel caso una cura non funzioni, un paziente potrebbe rivalersi contro un medico che non ha provato tutte le ipotesi prima di stabilire la diagnosi. Alla Ftgm, invece, le cose sono andate in maniera diversa: una pubblicazione scientifica dell’editore anglosassone Plos One, nel novembre 2013 ha documentato che alla Ftgm (ente nato da una sinergia tra Cnr e Regione Toscana) l’inappropriatezza va dal 18% al 55% a seconda della malattia e del tipo di trattamento. Ma a spingere per un uso incentivo dei macchinari di Monasterio fu l’allora direttore generale Luigi Donato che in una circolare interna del 24 febbraio 2010 «rappresenta il pressante impegno che la Regione chiede alle strutture del Servizio sanitario regionale teso a garantire il massimo utilizzo delle apparecchiature di diagnostica complessa». Dopo lo studio di Plos One, il 16 gennaio 2014 Ferruccio Fazio, presidente della Fondazione Monasterio ed ex ministro della salute in un governo Berlusconi, scrive ai presidenti della Regione Enrico Rossi e del Cnr Luigi Nicolais, promettendo un’indagine interna. Ma il 17 luglio dello stesso anno, lo studio legale Vaglio, su mandato di Luciano Ciucci, scrive all’editore: le conclusioni dello studio espongono «il nostro istituto a un potenziale rischio di contenziosi non solo contro i pazienti, ma anche contro le autorità sanitarie della Regione Toscana»; quindi la sua presenza in rete, in tutti gli archivi medici e relative indicizzazioni «non è più a lungo tollerabile» e deve sparire entro 15 giorni. Ciucci è il direttore di Ftgm nominato da Rossi sentito Nicolais.

Qualche mese prima c’era stato l’esame per il rinnovo del direttore Ifc, Istituto di fisiologia clinica del Cnr ed Eugenio Picano, uscente e ricandidato, presentò alla commissione esaminatrice le linee strategiche del suo eventuale nuovo mandato: tra queste «sanare la ferita» della perdita di Ftgm (fino al 2007 fusa in un unico istituto) e fare di quella clinica «qualcosa di utile per il Cnr e per la tutela della salute». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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