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Pisa

IL VERDETTO

Condannato il ladro di tonno 2 mesi per un furto di 15 euro

Condannato il ladro di tonno 2 mesi per un furto di 15 euro

PISA. C’è un furto accertato, una querela che non viene ritirata e un’udienza da celebrare per chiudere con una sentenza un episodio che, come tanti, riempie le cancellerie dei Tribunali di...

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PISA. C’è un furto accertato, una querela che non viene ritirata e un’udienza da celebrare per chiudere con una sentenza un episodio che, come tanti, riempie le cancellerie dei Tribunali di fascicoli in cui il processo si fa al nome e non alla persona, quasi sempre contumace.

La storia è quella di un furtarello alimentare avvenuto il 30 settembre 2010 alla Coop di Castelnuovo Val di Cecina. È uno di quei reati definiti bagatellari, ma che impegnano risorse e persone al pari di reati di maggiore complessità.

Il bottino si sostanzia in una scatola di ventresca di tonno, due di tonno “ordinario”, una di salmone e una confezione di stracchino. Conto finale di 15 euro che Giovanni Antozzi, 53 anni, di Milano, non voleva pagare, superando le casse come se nulla fosse. Si era infilato sotto la giacca e in uno zaino di jeans la merce, ma era stato visto dal personale del supermercato che lo teneva d’occhio. A distanza di quasi 5 anni e mezzo dall’episodio, e a una manciata di mesi dalla prescrizione del reato, l’iter ha fatto il suo corso, lento, ma inesorabile, e ieri mattina davanti al giudice monocratico, Anna Fabbricatore si è tenuto il processo. Imputato contumace, difensore d’ufficio l’avvocato Riccardo Ghilli e pm onorario, Giovanni Pepe.

Per punire la sottrazione di alimenti per 15 euro, in assenza di ritiro della querela della parte offesa, la macchina della cancelleria ha fatto il suo dovere. Notifiche alle parti, convocazione dei testimoni. In aula hanno testimoniato una dipendente della Coop, teste oculare del fatto e il maresciallo dei carabinieri che aveva poi proceduto al fermo dell’imputato la mattina del 30 settembre. Udienza rapida, anche perché non c’era da discutere granché. Alla fine è arrivata una sentenza di condanna: 2 mesi e 20 giorni per alimenti non pagati e restituiti che hanno, comunque, innescato un processo. Il costo del procedimento? Tra spese di notifica e magari anche quelle del legale, se l’imputato dovesse accede al gratuito patrocinio a carico dello Stato, di sicuro più di 15 euro.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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