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Caos sulla Pisa-Aulla indagine di Ferrovie

Caos sulla Pisa-Aulla indagine di Ferrovie

PISA. Non è la prima volta che i treni della linea Pisa-Aulla viaggiano con qualche carrozza chiusa o senza la quantità minima di vagoni prevista dal contratto di servizio firmato da Regione e...

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PISA. Non è la prima volta che i treni della linea Pisa-Aulla viaggiano con qualche carrozza chiusa o senza la quantità minima di vagoni prevista dal contratto di servizio firmato da Regione e Trenitalia. E questa settimana è stata fra le più difficili: martedì e giovedì sul convoglio 6837 (quello che alle 17,50 parte da Pisa Centrale per Aulla) ne erano chiusi ben due.

Nel primo caso, secondo quanto riferito dai pendolari, le vetture erano guaste e impedire l’accesso agli scompartimenti è stato il male minore, visto che altrimenti Trenitalia avrebbe dovuto sopprimere la corsa. Sull’episodio di due giorni fa, invece, da Ferrovie ribadiscono «di aver avviato un’indagine interna» e che il regionale in questione, a bordo del quale vi erano due macchinisti e un controllore, era «perfettamente efficiente».

«I treni sono vecchi - spiega Marco Picchi, studente lucchese iscritto all’Università di Pisa e portavoce dell’Assemblea pendolari Lucca-Pisa - e capita che quando si guastano, per alcuni giorni, i convogli viaggino decurtati di alcune carrozze. È una cosa che capita, anche se per fortuna non frequentissimamente. Fatta eccezione per questa settimana - prosegue Picchi - nell’ultimo periodo avevamo registrato dei miglioramenti. Speriamo continuino». Secondo Michel Rocchiccioli, rappresentante del Comitato pendolari Lucca-Aulla, il treno 6837 da alcuni mesi è diventato un sorvegliato speciale. «La direzione regionale di Trenitalia lo monitora attentamente - spiega - e per questa ragione è un treno che dà molti meno problemi rispetto a quanto accadeva mesi fa. Sono molto soddisfatto delle sue performance. L’anno scorso, ad esempio, partiva da Pisa con 30-40 minuti di ritardo, mentre oggi alle 17,50 è sul binario. Prima, non si sa perché, dal deposito pisano usciva spesso in ritardo».

Le carrozze mancanti o inaccessibili, secondo Rocchiccioli, sono sì un problema, ma non frequente. «È successo anche martedì scorso - conclude il pendolare garfagnino - ma essendoci un problema alle vetture l’unica soluzione possibile per non sopprimere il treno era quella di chiuderle».

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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