Il Tirreno

Pisa

aziende in crisi

Nessun sigillo all'ex Hotel Granduca

Sharon Braithwaite
Il sindacalista Salsedo con alcuni dipendenti dell'ex Hotel Granduca
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Il sindacalista Salsedo con alcuni dipendenti dell'ex Hotel Granduca

Intanto la Cisl vuole chiedere la cassa integrazione in deroga per i dipendenti

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SAN GIULIANO. Nessun sigillo per l’Hotel ex Granduca, ora Hotel di Pisa. Questa mattina, 13 marzo, è stata rimandata l’apposizione dei sigilli alla prossima settimana. Giusto il tempo per consentire alla Cisl di convocare un tavolo con la Regione e la Provincia, per chiedere la cassa integrazione in deroga per il 17 lavoratori che da settembre non recepiscono alcuna retribuzione.

Questa mattina era presente anche Simone Salsini, amministratore dell’attività tramite la Cms Hotel:
«Abbiamo rilevato la gestione nel febbraio 2014, senza alcun tipo di marketing e di politica commerciale
alle spalle. Per questo abbiamo stipulato un contratto di sei anni in modo da avere un tempo di ritorno
dell’investimento adeguato e poter assorbire senza problemi le difficoltà del primo anno e degli anni
successivi – spiega Salsini -. Tra novembre e dicembre, in periodo di bassa stagione, abbiamo avuto
alcune criticità finanziarie che potevamo comunque fronteggiare con affidamenti bancari che erano
ormai prossimi alla deliberazione, anche alla luce della proficua gestione di avvio.
Può dirsi decisivo in senso negativo il fallimento di Iniziative Turistiche srl, società affittante l’azienda.
Tale episodio ha irrigidito in modo irreversibile il sistema creditizio e paralizzato le possibilità di
finanziamento dalle banche perché la nostra attività non aveva più alcun tipo di garanzia, potendo il
curatore sciogliersi dal contratto».

«A quel punto – prosegue Salsini – la prosecuzione è avvenuta facendo appello alle risorse finanziarie
proprie, con conseguente necessità di privilegiare i fornitori strategici, divenuti diffidenti a causa delle
allarmanti notizie diffuse dopo il fallimento. Ovviamente si è registrata anche l’impossibilità di far fronte agli impegni verso i dipendenti i quali già avevano sopportato l’insolvenza a loro carico della società affittante. Si sono così cumulati insoluti di 6 mensilità, oltre alla tredicesima, anche se supportate da alcuni acconti
fino a dicembre. Un mese fa si è aperto un tavolo sindacale in prefettura e si erano aperte ulteriori
possibilità di intervento che comunque costituivano il complemento di un’attività che, di per sé, si
preannunciava positiva per la stagione in corso, tenuto conto delle 25mila prenotazioni già pervenute.
Si tratta di soluzioni che, pur ricevendo l’adesione della gestione, hanno visto l’ostilità da parte di alcuni
soggetti anche pubblici».

«In ogni caso - prosegue Salsini - dove si abbia riguardo alle 39mila presenze del 2014 (pervenute oltre tutto senza alcun tipo di programmazione), sono convinto che avremmo avuto la stabilità finanziaria necessaria per garantire
l’adempimento di tutti gli impegni- Spiace pertanto constatare che – indipendentemente dall’analisi che
ognuno farà sulla genesi e le motivazioni dell’attuale situazione di crisi – sia stata respinta l’unica
possibilità (almeno allo stato) che operativamente poteva consentire di coniugare la proficuità della
gestione aziendale, le ragioni della curatela e soprattutto i diritti dei dipendenti».

Per i dipendenti si preannuncia un’altra settimana di attesa. «Un calvario insopportabile», commentano
sconsolati.

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