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Antonio a Sara «Non hai raccontato le bugie giuste»

Antonio a Sara «Non hai raccontato le bugie giuste»

Logli all’amante dopo l’espulsione dai Testimoni di Geova «Hai un difetto grosso, dici la verità e invece non va detta»

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PISA. «La verità non va detta». L’orologio segna le 00,56 del 26 giugno 2012 quando i carabinieri intercettano la telefonata tra Antonio Logli e Sara Calzolaio. L’oggetto della conversazione è l’espulsione dai Testimoni di Geova di Sara che si mostra dispiaciuta ad Antonio. Roberta Ragusa è sparita da più di 4 mesi. L’audio originale di questa e di altre intercettazioni - di cui due già pubblicate e una inedita - è stato mandato in onda dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” a cui hanno preso due cugine della donna scomparsa, Maria Ragusa e Marika Napoletano. Il 6 marzo Antonio Logli è stato prosciolto dal gup Giuseppe Laghezza dall’accusa di omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere perché il fatto non sussiste. Una decisione che sarà articolata meglio nelle motivazioni da depositare entro il 6 giugno. Ma che è sufficiente a far discutere e dividere.

«Credo che fosse doveroso approfondire questa storia con un processo» ha dichiarato Maria Ragusa. E ha aggiunto: «Sono rimasta colpita dalle parole “il fatto non sussiste”. È come se Roberta fosse morta con quella sentenza». In una telefonata, giugno 2012, Antonio e Sara commentano l’espulsione della giovane dalla comunità dei testimoni di Geova in seguito alla scoperta della relazione con un uomo sposato. Nel corso della stessa telefonata Sara esprime la propria delusione in merito al fatto che la Ragusa non abbia fatto rientro nonostante, pochi giorni prima, fosse ricorso il compleanno della figlia.

Sara: «..inizialmente pensavo di trovare un appoggio lì dentro...».

Antonio: «Invece mi sembra che siano stati anche abbastanza cattivi.. visto da fuori ehh!!»

Sara: «Visto da fuori sì perché non ci si crede noi.. quindi ti dà noia... »

Antonio: «No, no con te mi sembra che siano stati anche parecchio cattivi non sono stati buoni ... e bugiardi ti hanno detto delle cose e poi non le hanno mantenute insomma... va bene...»

Sara: «Che il pentimento doveva essere molto più duraturo molto più lungo ..la cosa che mi fa un po’ specie un po’ rabbia è che hanno giudicato in un minuto e mezzo».

Antonio: «Ehh.. mahh avevano già giudicato...»

Sara: «Sì, sì».

Antonio: «Perché te.. non hai raccontato le bugie giuste ehh...»

Sara: «È quello che mi dice mio fratello... te non lo dovevi dire».

Antonio: «Hai raccontato la verità...»

Sara: «Non glielo dovevo dire?... ehh no ehh».

Antonio: «Ha ragione ..»

Sara: «Io gliel'ho detto alla mia mamma quello che mi ha detto Andrea...»

Antonio: «Te hai questo difetto grosso ... che dici la verità ...e invece la verità non va detta».

Sara: «Non mi interessa più niente ..

Antonio: hai fatto bene ..buon riposo topolino».

Seconda telefonata intercettata.

Sara: «Sono delusa».

Antonio: «Da che cosa?».

Sara: «Da Roberta»

Antonio: «Ti ha delusa?»

Sara: «Doveva tornare per il compleanno di (nome della figlia)».

Antonio: «Ehh sì.. fa la mia mamma al compleanno .. dice non è tornata per il compleanno della sua figliola .. non torna più!!.. ma io spero che tu abbia sbagliato in pieno con questa risposta ..in effetti è brutta dio bono al compleanno poteva anche venire ehh.. ehh fai una telefonata».

Sara: «Chissà dove diavolo è!!».

Infine, terza intercettazione. È il maggio 2013 e Sara è appena uscita dalla Procura dove è stata sentita dal pm. Al telefono piange, è sconfortata. Antonio è distaccato e sembra più preoccupato di concludere in tempo utile un passaggio di proprietà di un’auto. In un passaggio lei gli dice: «Mi fai schifo, ma come ho fatto a innamorarmi così di te». La relazione dura 10 anni, di cui 7 da clandestini e gli ultimi 3 alla luce del sole.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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