Sicurezza
All’ospedale di Cisanello arriva un altro robot per interventi chirurgici
Franca Melfi, direttore del Centro multidisciplinare «Questo tipo di chirurgia ci consente di ridurre il dolore»
PISA. In tema di salute, questo mese di marzo verrà senz'altro ricordato come il "mese dei robot". Dopo quello dato dall'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana all'Unità Operativa di Neurochirurgia per le operazioni sulla colonna vertebrale, è di prossima consegna un altro apparecchio destinato alle altre discipline chirurgiche. Una macchina che incrementerà il già elevato numero di interventi complessivi (oltre mille all'anno), ponendo l'Aoup ai vertici nazionali. Direttore del Centro multidisciplinare è Franca Melfi.
Quali sono i vantaggi dell'utilizzo della chirurgia robotica?
«I principali vantaggi sono quelli tipici della chirurgia mini-invasiva tradizionale quali: piccole incisioni, riduzione del dolore postoperatorio, dei tempi di ospedalizzazione, di recupero e ripresa più rapida delle normali attività. Rispetto alla chirurgia mini-invasiva tradizionale, la robotica consente migliore facilità di accesso in sedi anatomiche remote, eccellente visualizzazione con una più dettagliata visione dei piani anatomici, maggior precisione delle manovre chirurgiche, accuratezza delle suture».
C'è una effettiva riduzione del dolore post operatorio?
«Ci sono studi che dimostrano come la tecnica mini-invasiva, in generale, generi minor dolore post operatorio. In robotica, il dolore risulterebbe ancora più ridotto grazie ai cosiddetti polsi degli strumenti che si muovono dentro le cavità anatomiche, torace, addome, riducendo il trauma sulla parete».
Quali sono le ultime novità nel campo della robotica?
«Ulteriore evoluzione della attuale piattaforma robotica che permette una riduzione dei tempi operatori con un più agevole l'utilizzo del sistema soprattutto in interventi che richiedono una chirurgia "multiquadrante" come ad esempio la chirurgia polmonare resettiva e colon rettale. Questo sistema utilizza sistemi di visione sofisticati come la fluorescenza, particolarmente utile per identificazione di lesioni tumorali e/o di variazioni vascolari ed anatomiche, oltre che alla possibilità di applicazioni del linfonodi sentinella in ambito multispecialistico. Inoltre, per le caratteristiche peculiari del nuovo modello robotico, saranno ridotti al minimo gli spostamenti della macchina, essendo automatizzato e controllato tutto il movimento da una centralina elettronica».
Quali sono le maggiori difficoltà per un medico tradizionale nel relazionarsi con la macchina?
«Nessuna, se il chirurgo è già formato, quindi abbia già una esperienza chirurgica e se abbia partecipato a percorsi dedicati di training (corsi nazionali ed internazionali sull'utilizzo dell'apparecchiature robotiche)».
In che modo l'arrivo della chirurgia robotica cambia il ruolo del chirurgo?
«Il chirurgo continua ad avere un ruolo centrale, mentre il sistema robotico costituisce soltanto un ausilio per interventi complessi eseguiti con tecnica miniinvasiva».
Siete stati i precursori in Italia. Qual è il risultato del vostro lavoro?
«Siamo stati i primi in Italia, sia come Centro multidisciplinare che come chirurgia toracica. Attualmente si registra, per i pazienti affetti da tumore polmonare, una sopravvivenza del 95%, a 5 anni, per gli stadi iniziali. Se parliamo di risultati come Centro multidisciplinare, questi possono essere considerati molto buoni, per gli alti volumi in interventi ad alta complessità con una copertura pressoché totale dei costi per alcuni interventi, ad esempio lobectomia polmonare. Il Centro, è considerato uno dei pochi centri di chirurgia robotica multispecialistica, con oltre 1000 interventi all'anno, tutti ad alta complessità e permette un'omogeneicità di trattamento ai pazienti dell'Area Vasta Nord Ovest della Toscana, utilizzando i chirurghi dell'unità operativa di provenienza».
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