Il Tirreno

Pisa

IL CONTENZIOSO

Affitti, il ministero dell'Interno resta moroso

Pietro Barghigiani
L'immobile per il quale il ministero dell'Interno ha accumulato affitti arretrati per 1,2 milioni
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L'immobile per il quale il ministero dell'Interno ha accumulato affitti arretrati per 1,2 milioni

Respinto il ricorso sui canoni non saldati al Comune per una sede dei carabinieri

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PISA. Vince anche in appello il Comune contro il ministero dell'Interno moroso per il mancato pagamento dell’affitto dell’immobile in via Guido da Pisa, quello di fronte alla caserma dei carabinieri che, invece, è di proprietà della Provincia.
Il conto è di circa 1,2 milioni di euro che solo in parte il ministero sta iniziando a saldare. La Corte d’Appello ha confermato la sentenza del Tribunale di Pisa condannando il dicastero a versare anche 16.572 euro di spese legali.
La sede al centro della disputa non è la caserma che ospita il Comando provinciale (di proprietà della Provincia), ma l'edificio di fronte che su più piani, dispone di diversi uffici, sala conferenze, alloggi di servizio per il personale.
«Il contratto di locazione scadeva in data 7 maggio 1994 e non veniva rinnovato - si legge nella delibera comunale con cui l'ente resiste in giudizio al ricorso dell'inquilino moroso -. Il ministero ha continuato ad occupare l'immobile senza titolo e non ha mai provveduto ad effettuare i pagamenti richiesti a titolo di indennità di occupazione».
Sentenza a parte è stato avviato in parallelo anche un tavolo diplomatico. Si tratta della permuta che normalizzi una situazione singolare. Infatti, se i carabinieri occupano l'edificio in via Guido da Pisa del Comune, l'amministrazione occupa Palazzo Mosca che è di proprietà del ministero dell'Interno. L'idea di fondo è semplice: uno scambio di proprietà. Al Comune Palazzo Mosca, ora sede degli uffici del consiglio comunale e dello stato civile; all'Arma l'edificio che già accoglie uffici, sala conferenze, alloggi di servizio per il personale. La permuta non sarà alla pari. Palazzo Mosca, affacciato sul lungarno Gambacorti, dovrebbe avere un valore superiore, sui 5,7 milioni di euro, per il quale il Comune pagava 30.000 euro all’anno. Lo scambio di immobili, dunque, dovrà essere accompagnato da soldi cash da parte del ministero a favore di Palazzo Gambacorti.

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