Il Tirreno

Pisa

«Travolte a terra per abusare di noi: nessuno si è mosso»

di Pietro Barghigiani

La denuncia di quattro studentesse al rito della lucertola Nell’assalto di un gruppo di ragazzi sono spariti i cellulari

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PISA. Assalite e derubate. E nel furto dei cellulari c’è anche chi ha trovato il tempo, ma soprattutto l’occasione, per allungare le mani sulle ragazze arrivate a Pisa per celebrare il rito scaramantico della lucertola. Una tradizione propiziatoria a 100 giorni dalla maturità che da tempo si trasforma in opportunità di libertinaggio alcolico.

Una storia già vista e che ogni anno si ripete, con declinazioni più o meno eccessive, quella denunciata da quattro studentesse livornesi tra i 18 e i 20 anni.

L’epilogo di una giornata che avrebbe dovuto alimentare gli auspici sulla conquista senza patemi d’animo del diploma è finito in questura con la denuncia di furto. Due cellulari iPhone rubati a due delle quattro amiche che, indignate, per ciò che hanno subìto hanno deciso di rendere pubblica la loro disavventura.

L’episodio è avvenuto lunedì mattina in Piazza dei Miracoli. La tradizione vuole che chi accarezza la lucertola sistemata sul portone del Battistero acquisisca la benevolenza propiziatoria per superare in scioltezza l’esame di maturità. Da tempo il portone è inavvicinabile con la recinzione e il rettile in bronzo non può essere toccato. Ma la scampagnata in piazza Duomo resta un must tra gli aspiranti maturandi a 100 giorni dal fatidico giorno.

«Mentre camminavamo sul prato, sul retro del Battistero, un gruppo numeroso, di circa 30 ragazzi stranieri, correndo ci ha assalite volutamente con violenza – scrivono le quattro amiche livornesi –. Buttandoci a terra hanno tentato di abusare fisicamente di noi, nonostante le nostre disperate richieste di farla finita. Mentre venivamo aggredite, siamo state vittime di furto dei nostri cellulari, che ci sono stati rubati dalle tasche dei giacchetti. Nel momento in cui siamo riuscite a liberarci dagli aggressori, le numerose persone che si trovavano nei dintorni, hanno finto indifferenza senza correrci in aiuto».

Nella giornata dei 100 giorni alla maturità Piazza dei Miracoli si trasforma in una bolgia.

Presenze vocianti e accalcate, spesso sguaiate a due passi da un complesso monumentale che per un giorno non viene ammirato, ma fa da sfondo a gazzarre animate dall’alcol.

Nella lettera-denuncia le quattro amiche aggiungono che, scosse dall'evento si sono dirette verso una pattuglia in servizio in zona.

Scrivono: «Di fronte alla richiesta di aiuto in lacrime, la risposta dell'unica donna in veste di forza dell'ordine è stata: "ogni anno è cosi, sapete a cosa andate incontro, e dal momento in cui siete venute, la responsabilità è vostra!" Allibite, due di noi si sono recate in questura per fare denuncia».

Nel verbale si fa riferimento solo al furto dei telefonini. I palpeggiamenti sono rimasti fuori.

Riflessione finale: «Ci chiediamo come sia possibile, nel momento in cui, le forze dell'ordine sono consapevoli che, a dir loro "questo accade ogni anno", non assicurare maggiore sorveglianza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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