Il Tirreno

Pisa

Roberta, gli avvistamenti che si annullano a vicenda

di Pietro Barghigiani

Gozi sostiene di aver incontrato Logli in via Gigli la notte scomparsa della Ragusa Ma un’ex compagna di scuola della donna dice di averla salutata il giorno dopo

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PISA. L’avvistamento di Antonio Logli, sostenuto da Loris Gozi, in via Gigli la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Ma anche il saluto di un’ex compagna di scuola rivolto e ricambiato a Roberta Ragusa la mattina del 14 gennaio in un supermercato a Madonna dell’Acqua.

Versioni e visioni opposte in un mistero di cui la sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste a carico di Logli è insieme sintesi e risultato.

Versioni contraddittorie e prove insufficienti. Dall’inattendibilità dei testi alle contraddizioni degli elementi di prova, il gup Giuseppe Laghezza ha messo in fila la fondatezza di ciò che è stato portato dalla Procura a sostegno del rinvio a giudizio per omicidio e distruzione di cadavere e quello che, di contro, la difesa ha calato sul tavolo mettendo in evidenza, a suo dire, lacune e carenze logiche nella ricostruzione dell’accusa.

Non solo il proscioglimento di Logli per la morte della moglie, ma l’applicazione del comma perché il fatto non sussiste fa ritenere che per il giudice la donna possa essere ancora viva. O che non sia stato il marito a ucciderla.

Le motivazioni. Nelle motivazioni (90 giorni di tempo, scadenza il 6 giugno, ma saranno depositate prima) la tesi del gup sarà articolata con maggiore precisione. Dal deposito entro 15 giorni la Procura e le parti civili potranno fare ricorso in Cassazione e, nel giro di qualche mese, ci sarà il pronunciamento. Accoglimento della sentenza o nuovo giudizio davanti a un altro gup.

Avvistamenti a confronto. Nella valutazione del materiale probatorio le dichiarazioni di Gozi, acquisite come prova nell’incidente probatorio, sul presunto avvistamento in via Gigli di Logli tra le 00,30 e l’una tra il 13 e il 14 gennaio («sono sempre stato a letto» è stata la granitica replica di Antonio), fanno da contrappeso anche gli altrettanto presunti avvistamenti di Roberta il giorno dopo la sparizione.

«Roberta vista al supermercato». Agli atti c’è la dichiarazione di un’ex compagna di classe che ha sostenuto di aver visto e salutato Roberta, ricevendo anche un cenno di risposta, la mattina di sabato 14 gennaio 2012.

L’incontro, a distanza, viene collocato all’interno del supermercato Leclerc a Madonna dell’Acqua. La teste aveva riferito ai carabinieri di aver visto Roberta che indossava una tuta o un pigiama rosa.

Lo stesso che aveva, secondo il racconto della figlia minore, la sera della scomparsa. E sempre nei faldoni c’è il racconto di una cassiera che sempre la mattina di sabato 14 gennaio aveva ascoltato i commenti di alcuni clienti arrivati con il carrello alla cassa.

L’argomento di discussione era la stranezza dell’abbigliamento di una donna, in pigiama rosa, vista poco prima aggirarsi tra gli scaffali.

Sentenza a sorpresa. Dichiarazioni vere? Avvistamenti presunti? Non avendo avuto la certezza della morte di Roberta, il gup non ha potuto non considerare anche le testimonianze di chi ha sostenuto di averla vista in vita il giorno successivo a quello in cui era svanita nel nulla.

Il risultato è stata una sentenza che ha addolorato i familiari della Ragusa e sorpreso opinione pubblica e Procura.

Non solo per il mancato processo a Logli, ma per l’ipotesi che la donna, madre di due figli, possa essersi allontanata di sua spontanea volontà. Lo hanno ribadito anche ieri sera, ospiti di “Chi l’ha visto?”, le cugine Marika Napoletano e Maria Ragusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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