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Pisa

VERTENZA MISERICORDIA

Rinunciano al reintegro in cambio dell’indennità

Rinunciano al reintegro in cambio dell’indennità

PISA. Rinuncia alla reintegra sul posto di lavoro in cambio dell’indennità sostitutiva prevista dalla legge. È la conclusione siglata ieri mattina davanti al giudice del Tribunale civile, Franco...

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PISA. Rinuncia alla reintegra sul posto di lavoro in cambio dell’indennità sostitutiva prevista dalla legge.

È la conclusione siglata ieri mattina davanti al giudice del Tribunale civile, Franco Piragine, nella vertenza di 21 ex lavoratori della Misericordia licenziati (in tutto furono 37) dai vertici dell’Arciconfraternita nell’ambito del piano di ristrutturazione avviato a causa del buco di 12 milioni di euro accumulato dall’associazione.

Gli ex dipendenti - assistiti dagli avvocati Cavalletti, Cerrai, Doveri e Concetti - hanno ricevuto da un minimo di 7.000 a un massimo di 15.000 euro nell’accordo transattivo definito tra le parti e che ieri mattina ha avuto il suo epilogo con la consegna degli assegni circolari da parte del legale della Misericordia, l’avvocato Mariani.

Soldi versati in cambio della rinuncia alla reintegra del personale nel ruolo lasciato con il licenziamento.

In totale il conto saldato dalla Misericordia si aggira sui 250.000 euro che, attraverso i titoli di credito, sono stati pagati ai protagonisti della vertenza dalla variabile anzianità di servizio.

C’è chi era in organico da un paio d’anni e chi, invece, faceva parte della Misericordia da almeno 30 anni.

Le turbolenze nell’associazione non sono finite. Secondo i Cobas ci sarebbero altri 9 dipendenti a rischio. Sono quelli addetti a svolgere le mansioni per il 118.

Esuberi, per il sindacato, dovuti al fatto che sia stato approvato un piano di risanamento della Misericordia che non prevede il servizio di trasporto per il servizio del 118.

Intanto, anche i volontari reclamano attenzione e si appello al Governatore.

«Non abbiamo più completa fiducia nell'operato del Magistrato – scrivono in una lunga lettera i volontari –. Intendiamo mantenere tutti i servizi socio-sanitari svolti dalla Misericordia di Pisa, con particolare attenzione al servizio di 118. Vogliamo che il Magistrato sia l'unico organo che abbia il potere di fare delle scelte e che sia l'unico organo che dia delle linee guide con precisi compiti al Governatore ed a tutti i Residenti Magistrali (o chi per loro) e che di conseguenza successivamente queste siano attuate. I volontari non vogliono assolutamente che in assemblea di Magistrato le decisioni siano prese a ratifica».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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