Toscana
In arrivo gli ufficiali giudiziari Game over per l’Hotel di Pisa
Sfumate tutte le trattative seguite dalla Prefettura e dalla stessa amministrazione comunale L’imprenditore Salsini impossibilitato a pagare. Per il curatore fallimentare non ci sono speranze
SAN GIULIANO. Nessuna speranza per l’Hotel di Pisa e i suoi dipendenti. Venerdì mattina gli ufficiali giudiziari apporranno i sigilli alla struttura se non ci saranno novità sostanziali.
Appare definitivamente fallita la trattativa seguita dalla Prefettura nelle scorse settimane: all’ultimo incontro di lunedì mattina erano presenti il capo di gabinetto Flavio Ferdani, il sindaco Sergio Di Maio, Vittorio Salsedo, segretario Fisascat Cisl; Maurizio Cini, curatore fallimentare di Iniziative Turistiche srl (fallita a dicembre 2014); Simone Salsini, amministratore unico di Cms Hotel srl (società che gestisce la struttura da febbraio 2014) e i rappresentanti dei lavoratori. I lavoratori sono in sciopero, proclamato da Cisl fino a venerdì.
Ieri mattina dalle 8.30 si è svolto un presidio di protesta nel parcheggio adiacente all’hotel. «Abbiamo chiesto all’azienda di pagare almeno una mensilità ai lavoratori, una cifra complessiva di 20mila euro: Salsini ha risposto di no perché non ha le garanzie. D’altra parte, le banche non possono fare affidamento su una società che ha 1000 euro di capitale e alcuni soci di maggioranza protestati – spiega Gianluca Federici, segretario Cisl Pisa -. Il curatore fallimentare ha espresso la volontà di chiudere la struttura. Su questo albergo pesano due fallimenti: quello della società proprietaria dell’immobile e quello di Iniziative Turistiche srl (società che gestiva l’immobile fino a gennaio 2014). A breve ci sarà anche quello di Cms Hotel».
«Salsini ha dichiarato in Prefettura di aver incassato circa 60.000 euro tra gennaio e febbraio 2015: soldi che dovevano servire per pagare le bollette e gli stipendi ai dipendenti, invece non ha versato neanche un euro. C’è qualcosa che non quadra – afferma Vittorio Salsedo -. I dipendenti sono una ventina e in media hanno più di 50 anni. Sono disperati, sanno che il loro futuro lavorativo è finito. Da settembre 2014 non riscuotono lo stipendio, hanno solo ricevuto 400 euro di acconto. Possono solo recuperare tre mensilità, il tfr. Il resto è perduto».
Cisl afferma di aver tentato fino all’ultimo di salvare la struttura. «È fallito ogni tentativo di mediazione». «In questi anni sono state scarse le tutele per i dipendenti – commenta il vicesindaco Franco Marchetti -. L’amministrazione è molto preoccupata per questi lavoratori, altamente qualificati ma difficilmente ricollocabili in un settore che non intravede ripresa».
Di Maio ha espresso la propria solidarietà ai dipendenti: «auspicavamo una soluzione positiva per loro e per la struttura. Come sindaco e cittadino sono rammaricato dell’epilogo negativo». Luca Filippi a nome di Cobas esprime in una nota il sostegno ai lavoratori e chiede un impegno delle istituzioni locali per supportarli in questo momento di crisi. «Ci sono responsabilità enormi dietro questo ennesimo fallimento – afferma a sua volta Luca Barbuti, di l’Altra San Giuliano -. Negli anni lo stesso curatore fallimentare ha assegnato l’azienda a società diverse composte però dalle stesse persone. Chiediamo che ci sia la massima tutela dei dipendenti e di velocizzare la riapertura con soggetti della zona e che abbiano davvero a cuore la struttura».
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