Sicurezza
«Via Veneto era meglio prima con gli alberi»
Proteste dei residenti dopo i lavori alle mura. Le altre richieste: nuovi marciapiedi e dissuasori stradali
PISA. «Le nuove mura? Meglio quando c’erano gli alberi». Alcuni residenti di via Vittorio Veneto si sono lamentati del nuovo look davanti alle loro case. «Sono perfette, ma fin troppo: non c’è un solo albero, non c’è ombra, non ci sono prati o giardinetti». Il taglio della vegetazione ha fatto poi emergere una canna fumaria di brillantissimo acciaio che spunta da un edificio compreso nel Polo Fibonacci dell’Università.
Queste però sono solo alcune delle criticità estetiche della zona perché in realtà ce ne sono altre che intaccano la vita quotidiana dei residenti e cioè i marciapiedi dissestati e l’attraversamento pedonale di una strada senza dissuasori di velocità. Su tutti i punti risponde l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli.
Alberi tagliati: «Il taglio della vegetazione è stato concordato con la Sovrintendenza. Ho ben presente a cosa si riferiscano i residenti, ma quelle piante non erano storiche ed erano cresciute senza alcun ordine dopo la chiusura di un grosso vivaio». L’assessore aggiunge: «Nulla esclude che in un futuro molto prossimo si proceda alla ripiantumazione di alcune specie arboree come si sta facendo in alcuni tratti di mura della zona di via San Francesco».
Marciapiedi: «Quelli di via Vittorio Veneto devono essere rifatti completamente, sia lato mura che sul ciglio opposto della strada». Serfogli aveva già fatto presente l’urgenza di tale rifacimento nel 2012, ma poi i soldi sono mancati. «Vediamo se si possono mettere dei fondi ad hoc nel bilancio partecipativo, ma una cosa è certa: li dobbiamo rifare».
I residenti di via Vittorio Veneto chiedono che vengano messi dei dissuasori “importanti”, di quelli cioè che inducono gli automobilisti a rallentare veramente. Questi dissuasori dovrebbero essere piazzati nei pressi dei cassonetti della raccolta differenziata. «Ho capito che tipo di dissuasori hanno in mente i residenti - spiega Serfogli - ma purtroppo non possono più essere messi stando alle nuove disposizioni del codice della strada perché pericolosi per i mezzi di servizio». Serfogli rimane possibilista però su dissuasori che abbiano le caratteristiche ammesse dalle normative vigenti. I dissuasori fatti “a dosso” infatti provocarono in molti palazzi adiacenti al dissuasore piccole crepe nei muri. Canna fumaria: «Verificherò anche a chi appartenga quella canna fumaria che spunta dalle mura - dice Serfogli - e purtroppo devo aggiungere che non è una situazione isolata perché ci sono casi in cui ci troviamo innanzi a vecchissimi manufatti che sbucano dalle mura per una sorta di disattenzione al paesaggio che c’è stata decenni fa. In genere si tratta di vecchi edifici novecenteschi che non rispettavano le norme».
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