La manifestazione
Protestano e bloccano per un’ora le casse alla Coop di Cisanello
I comitati dei quartieri: «Buoni spesa per gli indigenti» Poi hanno manifestato in strada interrompendo il traffico
PISA. Strade e supermercati bloccati. Clienti e automobilisti infuriati. È stata una vigilia dell'8 marzo di lotta per le donne dei Comitati dei quartiere popolari (Cep, Gagno, Sant'Ermete e San Giusto) e di disagi per decine e decine di automobilisti e di clienti della Coop di Cisanello.
Circa quaranta donne hanno invaso il supermercato per «rivendicare buoni pasto e assegni sociali per famiglie e persone indigenti». Dopo aver bloccato per alcuni minuti gli ingressi al supermercato, le manifestanti hanno improvvisato un corteo tra gli scaffali e “sbarrato” le casse del punto vendita, impedendo il normale deflusso dei clienti e scandendo slogan in particolare contro l'assessore alle politiche sociali Sandra Capuzzi al quale le manifestanti chiedevano un incontro, concesso, dopo numerose richieste, per mercoledì prossimo.
A finire nel mirino della protesta anche il tentativo, spiegano le manifestanti, «di modificare il regolamento della Società della Salute scaricando sulla Caritas alcuni servizi e in particolare i buoni spesa e i contributi per il pagamento delle utenze domestiche». Regolamento che sarà oggetto dell'incontro tra l'assessore e una delegazione dei Comitati di quartiere. Per oltre un'ora le manifestanti hanno bloccato il punto vendita Coop e non sono mancati battibecchi con alcuni clienti esasperati dalle lunghe file alle casse.
Due volanti della polizia e agenti della Digos hanno presidiato l'interno e l'esterno del supermercato. Dopo aver lasciato la Coop, le manifestanti, alle quali si sono aggiunti gli altri militanti dei Comitati di quartiere, hanno improvvisato un corteo e bloccato per una decina di minuti l'incrocio tra via Moruzzi e via Nenni, causando enormi disagi al traffico veicolare.
«L'8 marzo è da sempre una data simbolica in cui le donne si mobilitano per difendere e far valere i propri diritti – sottolineano le manifestanti -. Nel tempo è diventata sempre più una ricorrenza impregnata di consumismo, perdendo il suo reale significato. Noi ci rifacciamo a quel vecchio significato, oggi più che mai necessario, e riprendiamo in mano le nostre vite lottando per ciò che riteniamo giusto».
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