Sicurezza
Maurizio, quattro passi grazie all’esoscheletro
Paraplegico a causa di un incidente sul lavoro, un quarantenne ha potuto alzarsi dalla sedia a rotelle indossando un robot acquistato dall’Azienda ospedaliera
PISA. Quattro passi con il robot. Li ha fatti Maurizio Guazzelli, 46 anni, di Lucca, che è paraplegico per colpa di un incidente sul lavoro. Un esoscheletro robotizzato favorirà la riabilitazione di chi ha perso l’uso delle gambe.
«Siamo i primi in Toscana a dotarci di questo robot indossabile – dice Giulia Stampacchia responsabile del Centro mielolesi della Aoup -, un esoscheletro che rappresenta un importantissimo contributo alla graduale possibilità di far tornare a camminare chi ha perso l’uso delle gambe».
L’esoscheletro indossabile ha un peso di circa venti chili ed è mosso da quattro motori per gli arti inferiori e per la parte del bacino. Il robot funziona con una batteria che ha un’autonomia di otto ore. Le prime esperienze sono incoraggianti e dalle testimonianze raccolte, la camminata con l’esoscheletro è stata vissuta non solo in maniera emozionante ma anche terapeutica.
«Tra gli effetti immediati – dice Stampacchia – sono stati riscontrati la scomparsa o notevole riduzione del dolore cronico e la riduzione della spasticità».
Per consentire a tutte le persone con miolesioni di poter sottoporsi a questo tipo di riabilitazione motoria, «c’è bisogno di altre risorse umane e per questo saranno attivate borse di studio per medici e fisioterapisti», annuncia Carlo Tomassini direttore generale dalla Aoup.
Alla presentazione dell’esoscheletro a Cisanello c’era anche Gianluca Toniolo, chirurgo endoscopista della Aoup e paziente del Centro.
Toniolo è stato uno dei primi in Italia ad usare l’esoscheletro: «È un aiuto validissimo e potrà essere migliorato con nuove tecnologie se pur non nel brevissimo periodo», afferma il medico.
L’aspettativa è quella di far sì che i paraplegici, la mattina, indossino l’esoscheletro invece di usare la sedia a rotelle.
«È quanto di più auspicabile – spiega Stampacchia – e sicuramente si sta procedendo in questa direzione, visto che in America sono già in commercio questi esoscheletri robotici sebbene abbiano ancora dei prezzi di acquisto alti».
Ma l’esoscheletro di ultima generazione è solo una delle dotazioni che fanno primeggiare il centro della Aoup a livello regionale e nazionale. A Cisanello, infatti, c’è anche il cicloergometro Fes e il robot per il cammino statico Lokomat. Tutti questi macchinari altamente tecnologici portano il Centro mielolesi ad essere un punto di riferimento nella riabilitazione motoria. Ed infatti proprio in questi giorni è nata anche l’Artim, un’associazione dedita alla ricerca di trattamenti innovativi nelle mielolesioni, una onlus fondata da malati, familiari e personale sanitario.
Le finalità di questa associazione sono il diffondere la conoscenza e la cultura delle innovazioni tecnologiche nel campo della riabilitazione.
Ma un altro scopo che distingue Artim è sostenere concretamente la ricerca sulle terapie delle mielolesioni in collaborazione con i migliori centri italiani e stranieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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