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Itis, salta la guaina dal tetto della palestra

Itis, salta la guaina dal tetto della palestra

E in piazza dei Miracoli finiscono a terra le transenne alle Sinopie. Bancarellai: «Lavori finiti da tempo»

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PISA. È volata via la guaina che copre il tetto della palestra dell'Itis “Leonardo da Vinci”. Il vento non ha risparmiato l’istituto tecnico la cui palestra non viene utilizzata solo per le normali attività scolastiche, che sono state sospese, ma è anche sede della Associazione Vessilli Pisani e dalla Puglistica Pisana del maestro Bartolomei oltre che di altre piccole attività come la scuola di danza.

Quindi oltre al danno materiale, si va incontro ad un problema tangibile per queste associazioni

Per i Vessilli Pisani poi, con il Capodanno Pisano alle porte, la cosa si fa davvero pesante e gli allenamenti serrati di questi giorni rischiano di essere vanificati così come il duro lavoro invernale.

Scrive il consigliere comunale, Maurizio Nerini (Noi Adesso Pis@) e insegnante dell’istituto: «L'appello è rivolto a tutti i soggetti amministrativi e politici della città a partire dal presidente della Provincia e sindaco, Marco Filippeschi, all'assessore allo Sport, Salvatore Sanzo e a quello delle Manifestazioni Storiche, Federico Eligi affinché attivino tutti i canali necessari per far riprendere le attività cittadine interrotte».

La furia di Eolo ha colpito anche parte delle transenne che delimitano il cantiere di piazza dei Miracoli dove sono in corso i lavori di restauro della facciata del museo delle Sinopie. In pratica è stata abbattuta tutta la recinzione di fronte al muro che separa la piazza dall'ospedale Santa Chiara, ma anche una parte del ponteggio nei pressi dell'ingresso del museo.

«Il vento ha permesso a tutti di vedere realmente come stanno le cose – dichiarano i bancarellai che sono stati tra i primi ad intervenire dalla vicina piazza Manin - e cioè che viene tenuto in piedi un cantiere nonostante i lavori siano finiti soprattutto nel tratto del muro dell'ospedale. Tutto questo, ovviamente, senza considerare l'eventualità di riaprire almeno in parte la piazza per noi operatori. Un danno di immagine ed anche un pericolo, visto che le transenne divelte potevano urtare i passanti. Tutto questo nel silenzio generale. E soprattutto senza costi per l'Azienda Ospedaliera che non pagando il suolo pubblico come tutti i comuni mortali può andare avanti all'infinito con il cantiere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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