Il dolore
Attenti a quelle due associazioni
Confcommercio e Confesercenti sono arrivate alla rissa e Pisa si chiede come potrà sopravvivere a questo teatrino davvero increscioso
PISA. Settimana di botte, spiate, rotture, sfratti, pii desideri, torri invendibili, aeroporti no e ambasciatori pisani.
Ecco, ora si picchiano in pubblico. Confcommercio e Confesercenti, dopo decenni di tango figurato, con cui davano spettacolo sul palcoscenico della politica pisana, grazie a uno sgarro (pesante, va detto) di Confcommercio (chi fa la spia non è figlio di Maria) sono arrivati alla querela (Confè contro Confcò). Pensare che, fino ad ieri, in una specie di duopolio, si erano spartiti tutto. La sagra della cecìna a te, il mercatino del riuso a me, e così via. Ora i lettori devono sapere che, grazie a un lavoro capillare e durissimo - merito ad entrambe - nella sola provincia di Pisa (ci sono 37 mila imprese) Confcò dichiarava 92 mila aziende associate e Confè 59 mila ed entrambe facevano finta di crederci, motivo che li induceva al rispetto reciproco. La rissa, purtroppo, ha interrotto l'idillio e Pisa, smarrita, si chiede come potrà sopravvivere a questo increscioso teatrino che, è facile prevedere, ci regalerà altre appassionanti puntate.
Il Comune di una città, descritta da Confcò come brutta sporca e cattiva, si adegua al ruolo e dà segnali forti. Tanto per cominciare sfratta il baluardo degli sfrattati: l'Unione inquilini. Una perfidia assoluta.
Per rivalsa la sinistra-sinistra si riunisce per proporsi come alternativa di governo di fronte alla crisi della giunta (che però, al momento, non risulta). Non sono mica cattivi, è che sono fatti così, il vizio di confondere la realtà con i propri desideri non li abbandona.
E ora due notizie da fuori le mura. Una nazionale e una internazionale. Le torri Rai non possono essere vendute perché il 51% deve rimanere pubblico (applausi). Ci si chiede, come mai allora le quote Sat sono state vendute? Perché il governo nazionale ha tenuto duro e quello regionale ha tenuto moscio?
Internazionale è la frase della settimana. Il premier Renzi in visita in Ucraina, in vena di facezie, ha detto: «Trattandosi di una città (Kiev) gemellata con Firenze, avevamo qualche problema con l'ambasciatore perché è di Pisa: nessuno è perfetto». Egregio presidente, come lei ben sa, l'ambasciatore non solo è pisano, ma si chiama pure Fabrizio Romano e, se lei continua così - ci parlo io - il gas lo fa arrivare a Pisa e a Roma e a Firenze nisba.
Alla prossima.
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